La rubrica Il Panfilo racconta

Il Panfilo racconta: una nuova sezione, interamente dedicata alla storia di Feltre. 

Una storia, beninteso, vista con gli occhi del Panfilo. 

Ep. 1. Una macabra scoperta in Duomo

La storia di Giacomo Rovellio

Il 12 maggio del 1588, come d’uso nelle grandi chiese dell’Europa del tempo, alcuni sacerdoti stavano officiando una delle molte messe quotidianamente celebrate. Tanti riti non erano mossi dallo zelo pastorale: per lo più, esaudivano le disposizioni testamentarie a favore di qualche chiesa.

Ep. 2. Le ombre sulla Strigha

La storia di Giacomo Rovellio

Il 1588 doveva essere stato un anno laborioso per il vescovo Rovellio. Quel mese di maggio, infatti, il vescovo era impegnato a ricevere le cedole dei vari sacerdoti che gli scrivevano per segnalargli se i parrocchiani si erano confessati e avevano preso la comunione nella settimana di Pasqua.

Ep. 3. Una svolta nelle indagini

La storia di Giacomo Rovellio

In una città piccola è inevitabile che si conoscano tutti. Che le famiglie bene del luogo abbiano le proprie amicizie influenti, che i vicini di casa scambino qualche chiacchiera e un po’ tutti si sia al corrente delle malefatte dei compaesani. Insomma, i soliti stereotipi della provincia.

Ep. 4. Di matrimoni e carnevali

La storia di Giacomo Rovellio

Elena Cumano non doveva avere che sedici anni ai tempi. Il padre era un avvocato, si era addottorato vent’anni prima in diritto a Padova, vent’anni prima di quell’anno convulso e sofferto. La madre, di cui conosciamo solo il nome di Giulia, l’aveva affidata a una balia, Lucia di Cesiomaggiore.

Ep. 5. Sedotta e abbandonata

La storia di Giacomo Rovellio

È vero che la chiesa cattolica ha sempre difeso il libero arbitrio dell’uomo dalle minacce e dalle pressioni della società, almeno a parole. Per questo motivo, la chiesa ammetteva i matrimoni segreti: la coscienza del cristiano è sempre, se animata dalle buone intenzioni, una parte dell’anima immortale che deve disporre liberamente delle proprie azioni e, se non reca offesa a Dio e agli altri, non può essere imbrigliata da lacci e vincoli

Ep. 6. L'anello Mancante

La storia di Giacomo Rovellio

Di fronte al lutto e alla perdita, alla minaccia del non sentirsi più un posto riconosciuto nel mondo, la magia risale la china e si oppone al processo dissolvitore: così l’antropologo Ernesto De Martino spiegava, a parole sue, il successo della pratica magica, il conforto e la sensazione di sollievo che poteva dare a chi vi ricorreva.

Ep. 7 Riaprono le indagini

La storia di Giacomo Rovellio

Il 24 maggio del 1588 Giovanni Battista Facen presentò personalmente una sua denuncia scritta, non datata ma da presumersi scritta o il giorno stesso o in quelli appena precedenti, nei confronti di Elena Cumano all’inquisitore domenicano di Venezia, padre Stefano Guaraldo da Cento: la storia che ricostruiva, per presentarla ai giudici della fede, era essenzialmente diversa. A essere presa di mira era, in particolare, la madre Giulia che si era convinta di dover fare sposare Elena con lui. Non potendo ricorrere ai mezzi leciti, erano passate alla magia e così avevano fabbricato quell’incantesimo, per convincerlo, coi portenti diabolici, a impalmare la ragazza. Una denuncia disonesta: taceva della seduzione della ragazza, del matrimonio surrettizio e, soprattutto, del fatto che Giovanni Battista sarebbe stato presto padre di una bambina.