Attualità – 19 febbraio 2024
I morti che non contano - Uccidersi in carcere
Un suicidio ogni due giorni
Lo scorso 15 gennaio abbiamo dedicato un articolo ai suicidi in carcere, “Morire di carcere a vent’anni”, (https://ilpanfilofeltre.it/morire-di-carcere-a-ventanni/) invitando a prendere coscienza della situazione drammatica delle morti nelle carceri italiane e raccontando la fine tragica di due ventenni. Ancora, nelle pagine allegate alla nostra newsletter, le settimane seguenti riportavamo il dato sull’aumento vertiginoso dei suicidi in carcere durante il mese di gennaio e febbraio nonché le indagini sul pestaggio, nel carcere di Reggio Emilia, di un detenuto da parte degli agenti penitenziari.
Il numero dei suicidi continua a salire, e forse se ci sono morti che non contano davvero sono loro: i detenuti che si tolgono la vita. Nell’indifferenza generale. Anzi qualcuno pensa, e non ha nemmeno la decenza di non vomitarlo sui social: se sono in carcere, se lo sono meritato.
I dati di gennaio 2024
Dal 5 al 31 gennaio nelle carceri italiane si sono uccise 13 persone, più del triplo rispetto al 2023: un suicidio ogni due giorni. Si tratta del numero più alto in un solo mese almeno dal 2009. Nel 2023 i suicidi erano stati 4, (dati: Ristretti Orizzonti).
È un problema reale, un’emergenza reale, tant’è vero che mercoledì scorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto un colloquio di circa mezz’ora con il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia, Giovanni Russo, per discutere del problema e informarsi su possibili soluzioni.
Tredici suicidi in un mese sono troppi. In italia, come riportavamo nell’articolo sopracitato, nel 2023 si sono uccise 67 persone. Dodici detenuti si sono impiccati, mentre Stefano Bonomi è morto dopo un lungo sciopero della fame. Aveva 65 ed era nel carcere di Rieti in attesa di giudizio. Portato in ospedale il 3 gennaio, viene sottoposto all’alimentazione forzata, ma muore nella notte del 6 gennaio.
A Poggioreale, a Napoli, uno dei penitenziari più affollati, in una settimana si sono tolti la vita tre detenuti. A Poggioreale, a fronte di una capienza regolamentare di 1.571 posti, oggi sono presenti 2.020 persone, come riportato da Tiziana Guacci, segretaria regionale per la Campania del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). L’associazione Antigone ha curato il consueto report annuale, che quanto al 2023 delineava una situazione drammatica: lo scorso anno il tasso di affollamento medio nelle carceri italiane era del 117,2%, con picchi del 154% in Puglia, 142% in Lombardia e 137 % in Veneto. Nonostante la mancanza di spazio la popolazione carceraria non è certo in via di diminuzione: il 31 dicembre del 2023 erano detenute 60.166 persone, quando la capienza massima degli istituti penitenziari ammonta a 51.179 posti. Nonostante la mancanza di spazio la popolazione carceraria non sta diminuendo. Quello di gennaio 2024 è il numero più alto degli ultimi 16 anni.
La politica non può stare a guardare questa strage.
Lo sciopero della fame di Roberto Giachetti e la sua proposta
Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, è in sciopero della fame da tre settimane e non ha alcuna intenzione di interromperlo: «sovraffollamento, quasi un suicidio ogni due giorni da gennaio: siamo in emergenza come nel 2013, quando la Corte europea condannò lo Stato italiano. Allora nelle carceri italiane c’erano 66mila detenuti, ora sono 61mila. Andrò avanti con lo sciopero della fame finché non avrà la certezza che in commissione Giustizia, verrà individuata una soluzione, la mia o un’altra».
Bisogna costruire nuove carceri? Usare locali quali ex caserme, con lo scopo detentivo? Sì, ma non basta. Per Giachetti è infatti inutile parlare in questa fase di costruire nuovi stabili, perché ora siamo in una soluzione drammaticamente emergenziale. Si tratta per Giachetti di prevedere la liberazione anticipata speciale, ovvero: uno sconto di pena pari a 75 giorni per ogni singolo semestre di pena espiata, anziché i 45 giorni previsti dalla liberazione anticipata disciplinata dall’articolo 54 della legge sull’ordinamento penitenziario. Questa misura era già stata adottata in passato, «ai tempi della condanna della Corte di Strasburgo e poi durante la pandemia di Covid. Non è uno svuotacarceri. Se non va bene sia la maggioranza a indicare una soluzione, perché la situazione è drammatica».
Ma i suicidi in carcere non importano a nessuno, anzi…
Non lasciamo soli i detenuti, non smettiamo di contare i morti che non contano. Anche perché, altrimenti, nessuno lo fa, soprattutto per i carcerati. Basta infatti guardare i commenti sul sito del Tgcom24, sotto il video con l’intervista a Giachetti sulla sua proposta di liberazione anticipata. Li pubblichiamo sotto per non dimenticarci chi abbiamo attorno, quale dose di umanità ci circonda. Per ricordarci che cosa non siamo e non vogliamo essere.
DANIELE
se le carceri soo piene e’ perche’ ci sono molto delinquenti, e che facciamo li lasciamo liberi? fai lo sciopero della perche’ hai qualche kilo in piu’? on si puo’ sentire che un politico lo faccia lo sciopero della fame per i delinquentiPERCAS
Vanno riempite ancora di piu’ visto cosa succede ormai in ogni cittàTEAMCRUZ
ma si facciamoli uscire per svuotare le carceri,ma chi è questo “ben pensante” di sinistra!!Lo svuota carceri giusto sarebbe che, i detenuti stranieri facciano la galera nelle carceri dei loro bei paesi.EDI EDI 3
certo dopo natale chi non ha kili da smaltire!, questa è un’ ottimo metodo, si ma vai fino alla fine duro e puro, ti dobbiamo venire a trovare in ospedale con panini alla porchetta, daccordo!!!!!GIOVENTU
aspettate faccio un reato cosi con il sovraaffollamento mi mettono fuori che azz di problema
