Pansatyrikon – 20 dicembre 2024

Vola columba Livia vola

C’era una volta, tanto tempo fa, un teologo chiamato Bobberto Grossatesta. Egli tutto sapeva, e tutto e tutti giudicava, perché era illuminato dalla luce divina e parlava per conto di Dio, per salvare l’umanità dalle tenebre. Di seguito, una piccola favola su questo importante pensatore.

Bobberto Grossatesta meditava sulla Metafisica della Luce su sfondo di monti e palazzi del centro storico. Non sapeva, tra le tante cose, che sopra di lui volava Pansatiro, trasformatosi per l’occasione in Columba Livia, la cagona. Pansatiro sparava così tante cagate dall’alto che neanche se ne accorgeva. Una dopo l’altra, colpivano un po’ qua un po’ là, ma senza cattiveria, solo per concimare l’humus cittadino. In fondo, era il suo modo per voler bene alla gente, per dare a tutti qualcosa di veramente suo. Una notte, uno skitto colpì inavvertitamente il Grossatesta. A dire la verità, lui non era sulla traiettoria, ma la sua testa era talmente grossa che lo colpì. «Aiuto! Aiuto!» Urlò adirato il Grossatesta! «Mi hai cagato in testa! Come hai osato tirare una cagata simile? E proprio su di me, il grande Grossatesta?» Ma Pansatiro era ormai volato alto e lontano, così lontano che neanche si accorse, e se ne dimenticò.
Così, alcuni amici dovettero andare a raccontargli che cosa avvenne dopo. Il Grossatesta non smise di imprecare, tanto che molti si preoccuparono per le sue condizioni di salute. Rosso in viso, non smetteva più di camminare avanti e indietro, si era proprio offeso con quel piccione. E cosa fece? Invece di pulirsi e tornarsene a casa, decise che no, bisognava pubblicamente rispondere al piccione con le armi del piccione: gli skitti! Allora Grossatesta si girò, alzò il culo verso l’alto, caricò la sua massima potenza intestinale e lanciò il suo skitto più in alto che poteva. Ma la merda tornò indietro, e si cagò addosso.
Questa è la storia di come il Grossatesta imbarazzò sé stesso e chi gli era vicino, che in pubblico lo applaudiva, ma in privato compativa (e forse anche puliva).

Il mito dimostra che spesso anche i più saggi confondono i loro prodotti intestinali per prodotti intellettuali.