Attualità – 9 aprile 2024
Underdog - Chichibio e La Grua, escluso il cane
Chi mi dice ti amo, chi mi dice ti amo…
ma togli il cane, escluso il cane,
non rimane che gente assurda,
con le loro facili soluzioni…
Nel Decameron, Chichibio e la gru è una novella della sesta giornata, dedicata ai motti arguti, alla capacità di uscire da situazioni difficili con una battuta tagliente o più in generale grazie alla parola ed alla sua infinita potenza di smuovere gli animi e le azioni degli uomini.
Pensava, probabilmente, il consigliere comunale di Belluno La Grua, paragonando una coppia omogenitoriale alla coppia zoofila uomo-cane, di dire una grande genialata, un’arguta nonché profetica battuta. Al contrario, ha ottenuto solamente di offendere migliaia di persone e di far fare al consiglio bellunese una figura barbina dall’eco nazionale.
Cos’è successo? Mercoledì scorso il consigliere La Grua porta in Consiglio Comunale una mozione sulle coppie omogenitoriali in cui si invitava l’amministrazione a non registrare all’anagrafe i bambini di coppie omogenitoriali, cioè o con due mamme o con due papà, cancellando inoltre le iscrizioni già effettuate. Nella fattispecie, la mozione presentata da La Grua e Ferro chiedeva al sindaco l’annullamento in autotutela della registrazione all’anagrafe di una bambina nata in Austria (e che vive a Vienna) da una coppia di due donne. Una trascrizione, dunque, di un atto di un altro Stato. Per questo motivo la mozione non poteva passare, ed infatti è stata respinta, con lo stesso sindaco a spiegarne le inesattezze dal punto di vista tecnico-formale.
Il clima si surriscalda quando, all’accusa della consigliere Pd Claudia Bettiol di respirare aria di Medioevo, La Grua risponde con la sua orazione, d’alta levatura e dalle grandi pause retoriche, a sottolineare i nodi più profondi del suo pensiero. Riportiamo il discorso così come si può trovare nei video divenuti virali in rete, rispetto ai quali c’è chi guarda sole le reazioni di Perale e chi mente. Ecco quella che d’ora in poi denomineremo l’orazione Bettiolica, ovvero contro la Bettiol:
Chi siamo noi per giudicare gli altri? Sono gli stessi che fanno questa domanda che giudicano me, definendomi uomo del medioevo, o no? Qualcuno mi ha detto che sono del medioevo. Non è detto che abbia necessariamente torto. Vedete l’altro giorno hanno pubblicato una foto del Presidente del Senegal insieme con le due mogli. Perché non si può anche in Italia? Mi domando perché non si possa anche in Italia. Due donne che possano condividere con me, povere loro, la loro vita. Già ne basta. Ma poi perché… io devo confidarvi che in effetti ho una relazione con un partner all’estero, con cui ho un rapporto veramente molto intimo. Ci vogliamo molto ma molto ma molto bene. Entrambi vorremmo un bambino. E sono sicuro che questi vorrebbe molto bene al mio bambino. Io voglio molto bene al mio partner e quindi ci siamo. Qual è il problema? Il mio partner è un cane. Il cane vuole molto bene al bambino, io voglio bene al mio cane e il cane vuole molto bene anche a me. E allora un domani verremmo qua a dire in aula che chi non adotta un figlio, figlio di una mamma e figlio di un cane, allora vuol dire che è del medioevo. Secondo me dei punti fermi vanno anche posti. Per me il punto fermo è quello che ho indicato, non ho mica detto di aver ragione. Ho detto che comunque in Italia le leggi si fanno su principi della maggioranza della popolazione. Non è detto che questa abbia ragione. Galileo Galileo, Galilei Galileo, non aveva ragione. Ai più così si diceva. E invece sappiamo com’è finita. Io probabilmente non ho ragione però noi di centro destra la abbiamo sempre vista così.
La Bettiolica si commenta da sola, ma noi la commentiamo lo stesso. Anche perché nessuno, dalle parti della maggioranza bellunese, ci risulta abbia ancora preso le distanze da chi fa equivalere l’omosessualità alla zoofilia. O non è forse questo che vuol dire La Grua, paragonando le adozioni arcobaleno alle adozioni di presunte futuribili coppie uomo-cane?
I primi commenti da fare riguardano, purtuttavia, le reazioni. Segnaliamo anzitutto un poco di, come dire, disattenzione, da parte della stampa locale, sulla quale, il giorno seguente al consiglio, si leggeva “in una discussione pur sempre civile”. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, le sinistre bellunesi facevano uscire il video sul tenore della pur sempre civile discussione, e l’agenzia Ansa dava la notizia a livello nazionale. E così all’indomani la notizia e la polemica non potevano che essere finalmente recepite sinanche dalla stampa bellunese. Disattenzione perdonata. A livello nazionale, ad ogni modo, non si è sollevato granché, a riprova del fatto che ormai siamo periferia insignificante dell’impero, e che nemmeno quando la spariamo grossa facciamo notizia. Anzi, forse nemmeno è una notizia che da qui arrivino solo sparate.
Eppure, se l’informazione ha legittimamente altro a cui pensare che ai nostri illustri consiglieri, quanto detto da La Grua informa del livello del dibattito sui diritti civili nelle nostre zone. Pensiamo, ad esempio, al caso Feltre di quest’estate sul RE.ADY. In questo senso, proprio su questo aspetto si concentra il comunicato “Ecco perché abbiamo bisogno di un Pride a Belluno”, firmato da Rete degli studenti medi Belluno e Feltre, Non una di meno, Belluno Pride e C.I.A.O. LGBTQIA+ per rilanciare il secondo Pride del prossimo luglio:
Le persone sono fatte da persone che amano, che si prendono cura degli altri. Tutti i bambini hanno diritto ad avere due genitori a pieno titolo. Dare diritti in più a qualcuno, non significa toglierne ad altri. Questi interventi sono un ottimo esempio del perché abbiamo bisogno di un Pride, anche a Belluno, anche nel 2024. Ci vediamo in piazza il 13 luglio per il secondo Pride di Belluno
Ma Il Panfilo nasce per unire e condividere, per trovare un filo di amore anche in pensieri così opposti. Pan, tutto; filìa, amore. Amare tutto e tutti. E Panfilo, del resto, è anche un giovane dell’allegra brigata del Decameron, probabilmente innamorato proprio di Neifile, la narratrice di Chichibio e la gru. Perciò cerchiamo qualcosa da salvare nella Bettiolica.
Sicuramente una cosa c’è: l’apologia dell’uomo medievale. Non si smette mai di convocare, ahinoi, il Medioevo per descrivere le oscenità del presente. Chi oggi, come La Grua, non riesce a stare al passo con i tempi, e non ne concepisce i nuovi valori, viene additato come uomo medievale. Quasi come se mille anni di storia del Medioevo fossero solo oscurantismo e barbarie. Il Medioevo è tanto di più. Ad esempio, nel Medioevo c’era, se l’erano già inventata, anzi ne discutevano parecchio e approfonditamente, una cosa che manca all’orazione di La Grua: la logica. Sì, nel Medioevo c’era almeno la logica. Quindi non si “accusi” più La Grua d’essere uomo medievale. Nella Bettiolica, la logica del consigliere vorrebbe invero essere predittiva (in futuro ci saranno adozioni uomo-cane), in cui il termine medio è l’amore, che permetterebbe alle premesse di fare un salto doppio carpiato interspecifico verso le conclusioni: l’unione uomo cane. Il sillogismo però non tiene, e scade nell’insulto gratuito.
Purtroppo, non basteranno queste poche battutine venute male a far sorridere chi si è sentito offeso, chi ha sentito il proprio amore paragonato all’accoppiamento zoofilo con un cane, peraltro in una sede istituzionale. Ma sono tra le poche spuntate armi che rimangono in questo tempo di underdog, e mezzo libro e mezzo sorriso, possono alle volte essere utili.
Se non invitiamo La Grua a leggere qualche commentario di logica medievale, lo invitiamo al Pride. Come mi ha detto, in riferimento alla Bettiolica, un* car* amic*, sempre pronto alla battuta, nonostante il dottorato su Aristotele: «è il più efficace Manifesto Intersezionale Poliamoroso/Antispecista che abbia mai sentito. Polycarenze gli fa una beffa. Lo voglio madrina della Marciona».
Venga al Pride, consigliere. Se non da madrina, almeno a chiedere scusa.
Ci congediamo con alcune frasi tratte dalla lettera inviata da Vienna da parte di una delle madri della bambina. Le riteniamo di fondamentale importanza, poiché rendono conto della differenza abissale tra il paragone odioso di La Grua e l’umanità dell’amore che unisce questa famiglia, così lontana da noi ed a cui avremmo voluto dimostrare una vicinanza migliore.
Gentili consiglieri La Grua e Ferro, ho letto con molto dispiacere la mozione. […] Quale vantaggio pensate si possa ottenere cercando di togliere a una bambina uno dei suoi due genitori, riconosciuto da uno Stato straniero? Quale freddezza d’animo vi porta a cercare di togliere questa garanzia ad una minorenne, che tra le altre cose avrebbe come conseguenza la perdita della parentela con tutto un ramo della famiglia? Vorreste togliere a mia figlia nonni, zii, cugini? Mia figlia ha due mamme, che ogni giorno si alzano per andare a lavoro, corrono a destra e a manca per non farle mancare nulla e si impegnano perché lei, come pure i vostri figli, possano avere in eredità un paese migliore di quello nel quale siamo cresciuti noi. Davvero tutto questo merita la vostra guerra e quella dell’intero consiglio comunale di Belluno? […] Spero siate d’accordo con me nel constatare che i diritti che le nostre famiglie arcobaleno chiedono sono gli stessi che a voi o alle vostre famiglie hanno già, senza che a voi o alle vostre famiglie venga sottratto nulla.
