Attualità – 26 marzo 2024
Indovina chi (vota chi) - Risoluzione semiseria d’enigmi elettorali
Il Panfilo ha dedicato, nelle scorse settimane, ampio spazio alle elezioni provinciali. I risultati ovviamente li sappiamo: 5 consiglieri al centrodestra, 3 al centrosinistra, 2 ai civici. Si è detto dei programmi, della clamorosa esclusione di Feltre e anche della stroncatura del povero Camillo de Pellegrin che, da capolista civico, è arrivato terzo nella sua lista restando escluso dal Consiglio Provinciale.
L’obiettivo di questo articolo non è tanto commentare i risultati e delineare prospettive future, ma, molto più grettamente, provare a far capire chi ha votato chi. Al di là delle dichiarazioni di facciata in cui tutti, nella gara alla purezza e al civismo più o meno spinto, hanno solennemente giurato che il fine ultimo è sempre e solo il “bene comune del territorio”, in queste elezioni si sono create fazioni contrapposte, anche sul piano tematico, che non avranno poco peso da qui in avanti. Noi siamo ottimisti: finalmente un po’ di dialettica politica nel torpore bellunese.
Le regole del gioco e la “segretezza di Pulcinella”
Come è noto per le elezioni in questione il corpo elettorale risultava estremamente ridotto: 680 persone in tutta la provincia, ossia l’esatto numero di consiglieri comunali e sindaci in carica. Alla consultazione non hanno partecipato rappresentanti dei comuni attualmente commissariati (Setteville – nato dalla fusione di Quero Vas con Alano – e San Vito di Cadore). Gli elettori erano inoltre divisi in fasce di diverso peso ponderato: per fare un esempio il voto di un consigliere Comunale di Belluno valeva 560, mentre quello di un consigliere comunale di un comune con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti aveva un peso ponderato di 59. In totale le fasce di suddivisione erano 5:
Fascia A: Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.
Fascia B. Comuni con popolazione compresa tra i 3.000 ai 5.000 abitanti.
Fascia C. Comuni con Popolazione compresa tra i 5.000 e i 10.000 abitanti. Alpago, Santa Giustina, Ponte Nelle Alpi, Longarone, Limana, Cortina.
Fascia D. Comuni con popolazione compresa tra i 10.000 e i 30.000 abitanti. Sedico, Borgo Valbelluna, Feltre.
Fascia E. Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti. Belluno.
I risultati elettorali sono anch’essi divisi per fasce anche se poi, ai fini del conteggio finale, vale la somma complessiva. Addirittura, ogni fascia era contraddistinta da un colore diverso della scheda elettorale. In sostanza sappiamo quanti voti ha preso una lista in ogni fascia e sappiamo anche a chi sono finite le preferenze personali in quella stessa area di ponderazione. Capite benissimo che, con un corpo elettorale così limitato, specie per i comuni più grandi, è possibile individuare esattamente chi ha votato chi. La segretezza è dunque questione molto relativa.
Fascia E – Only Belun
Belluno. “Opponiamoci alle destre, ma governiamo con Fdi”
Con questo sistema elettorale il voto dei consiglieri del capoluogo è segreto solo per finta. Una fascia per un solo comune. Totale del corpo elettorale: 33 persone. Hanno votato in 33, quindi affluenza 100%. Rispetto alle attese non ci sono grandissime sorprese: 21 voti, il numero esatto dei consiglieri di maggioranza, sono andati al centrodestra anche se solo 12 di 21 hanno votato per candidati bellunesi. Sette voti al centrosinistra che corrispondono ai 4 consiglieri di Insieme per Belluno, ai 2 del Pd e a Giuseppe Vignato. Cinque ai “civici”, tra i quali figurano, oltre agli annunciati Costa, Samaria e Candeago, anche i fratelli diversi Nicolini e Massaro. Fratelli diversi, appunto, ma sempre con i Fratelli (d’Italia) rischieranno di finire a governare in Provincia. Pare che a Belluno, qualcuno gliel’abbia già fatto notare.
Fascia D – Feltre, Sedico e Borgo Valbelluna
Feltre. Agente 007, l’uomo dalla pistola d’oro.
Se ci limitassimo a leggere freddamente i numeri dei voti alle liste potremmo dire che, come Belluno, Feltre non ha riserbato sorprese: 11 voti al cdx (tutta la maggioranza della Fusaro compreso il consigliere Tatto) e 6 al csx (tutta la minoranza). Invece il diavolo si nasconde nei dettagli. Nella fattispecie, nelle preferenze personali. Il candidato feltrino era il leghista Alberto Vettoretto con già un passato in Provincia. Fino al giorno prima probabilmente nessuno avrebbe scommesso sulla sua non elezione. Gli bastavano infatti i voti della maggioranza. Purtroppo per lui però i voti con preferenza personale sono stati solo 8. Tre consiglieri di maggioranza, quindi, non hanno optato per il loro candidato. Due hanno votato Calligaro e un altro si è limitato a “mettere la X”, incredibilmente, solo sulla lista. Se due preferenze su Silvia Calligaro erano nell’aria (due sono gli esponenti di Fratelli d’Italia nella maggioranza della Fusaro) il terzo voto ha proprio la firma di un franco tiratore. Malelingue fanno filtrare che vi sia stato un ordine proveniente dai servizi segreti, in particolare da un agente 007. Vettoretto freddato da una pistola d’oro? Noi crediamo di no e sposiamo la linea Fusaro: “è colpa del PD”.
Borgo Valbelluna – Calma piatta
Nessuna sorpresa rispetto alle previsioni: 11 voti su Deola, quindi al csx, 4 voti alla “civica” Milva Tremea che corrispondono a quattro di cinque consiglieri di minoranza (di cui fa parte la stessa Milva Tremea). Una preferenza, anche questa nell’aria, a Silvia Calligaro. Dalla maggioranza i voti a Deola sarebbero potuti essere 12 ma un consigliere era assente per un impegno preso da tempo. Calma piatta, Deola eletto con i suoi voti. Speriamo sia di buon auspicio anche per le elezioni future.
Sedico – Nascondersi è impossibile
Non si sa se sia vero il detto secondo cui in cabina elettorale “Dio ti vede, Stalin no”. Quel che è certo è che ti vede Delrio. Fra i tre Comuni della Fascia D, quella di Sedico era sicuramente la situazione più incerta. Si era vociferata sui giornali anche una possibile candidatura di Sebastiano Casoni nella lista di “Obiettivo Provincia”, quindi in quella dei “civici”. Dopo l’uscita di Gioia Sacchet, tuttavia, Casoni è stato nominato vicesindaco e la candidatura in Provincia è rientrata. La notizia però faceva già presagire una certa vicinanza della maggioranza di Deon all’area civica e i numeri stanno a confermarlo. Come facciamo a saperlo? Avendo la certezza di quanto successo a Feltre e a Borgo, basta andare per esclusione. Tolti dal conto totale dei voti della fascia D quelli relativi ai comuni sopracitati, quel che resta non può che essere Sedico. E i conti tornano: la maggioranza di Deon non è restata indifferente alle sirene di Ponte e Longarone. Risultato: 6 civici, 4 cdx (tutta l’opposizione) e solo 2 csx. Di questi, uno, con preferenza a Mario De Bon, appartiene sicuramente a Gioia Sacchet. Dai calcoli risulta un assente individuabile – per la stessa ragione di cui sopra – tra le file della maggioranza. Mistero svelato: con Delrio non si può giocare a nascondino. Vince sempre lui.
Fascia C. La più divertente e la più difficile.
La fascia C appartiene a sei comuni: Longarone, Limana, Cortina, Santa Giustina, Alpago, Ponte nelle Alpi. Risultato finale: Cdx 45, Civici 18, Csx 9. Affluenza alta.
Non è facilissimo calcolare con esattezza i risultati comune per comune, ma, intersecando voti di preferenza e le certezze della viglia, si arriva ad un livello di precisione comunque molto alto. Ma andiamo per gradi e partiamo dalle due certezze: Alpago e Cortina.
Alpago – Andiamo a comandare
Dal consiglio Comunale del Comune di Alpago, frutto della fusione di Pieve, Farra e Puos d’Alpago, provengono ben 3 dei 10 nuovi consiglieri provinciali. Aggiungiamoci che è alpagotto anche l’assessore regionale Bottaccin. Non ci sono dubbi su quale sia il vero capoluogo morale della Provincia; Belluno, che pure stavolta di consiglieri ne ha fatti due, può solo impallidire al confronto.
Il risultato è molto semplice da calcolare: 10 voti al cdx così composti: 9 arrivano dalla maggioranza di Peterle (Forza Italia) anche se, in termini di preferenze, il sindaco ne ha raccolte otto, mentre una, leghista, è finita sul povero Vettoretto. La decima proviene da Bortoluzzi (ex Lega oggi Fratello d’Italia), candidato anch’egli in lista con il centrodestra ma in opposizione a Peterle nel suo comune. Gli altri 3 voti disponibili sono invece finiti tutti ai civici, raccolti da Vanessa De Francesch, anch’ella consigliera in Alpago ma facente parte di un’altra opposizione a Peterle. Le vie del signore sono infinite: Peterle, De Francesch e Bortoluzzi, in opposizione reciproca in Comune di Alpago, potrebbero trovarsi ora tutti nella stessa maggioranza in Provincia. “Ah come gioca Padrin” cit.
Cortina – Bolscevichi non ce ne sono
Roberta De Zanna, combattiva consigliera di Cortina candidata tra le fila del csx, non ha potuto votare a causa di un piccolo incidente. Tolta lei, chi poteva mai immaginare che Cortina votasse compattamente a destra? La domanda è ovviamente ironica. 11 voti, undici centrodestra con undici preferenze al candidato “locale” Carlo Alessandro Zisa.
Arrivati a questo punto, cominciano le incertezze. E conviene, come si dice in gergo, “tirare un riga”: togliamo i voti certi di Alpago e Cortina. Restano 24 cdx, 15 civici e 9 csx da distribuire tra Santa Giustina, Ponte nelle Alpi, Longarone e Limana.
Santa Giustina – Terra Promessa
Alla vigilia delle elezioni, in tutte le tre liste, non c’era candidato/a che non avesse ricevuto l’endorsement del Sindaco Minella. Tuttavia, pare che già altri contadini avessero coltivato le “Vigne” che furono di Ivan. E infatti almeno sei voti della maggioranza, come da previsione, sono stati indubbiamente ‘vendemmiati’ dal centrodestra. Il centro sinistra ha raccolto 3 preferenze chiare perché portano tutte il nome di Letizia Monestier. Ne restano quattro, forse non tutti minelliani e forse neanche tutti civici: facciamo 3 civici e 1 cdx quest’ultimo con probabile preferenza a Denise Guadagnin.
Limana – I favori si restituiscono
A Limana i voti arrivati al centrosinistra sono stati tre. Altri dieci, ragionando sempre per esclusione, sono andati al centrodestra. Del resto, la cosa non deve stupire: Milena de Zanet, per quanto eletta con una civica che allora si diceva essere vicina al centrosinistra, è oggi tesserata con Fratelli d’Italia. Ed è proprio grazie al partito di Giorgia Meloni che oggi la sindaca di Limana è presidentessa del Gal Dolomiti Prealpi. Niente di più normale: i favori si restituiscono.
Ponte Nelle Alpi – La schiacciata di un famoso tennista svizzero
Fatta la conta dei voti restanti mancano da assegnare 3 voti al csx, 8 al cdx e 12 ai civici. Sappiamo che a Ponte qualcuno della maggioranza era assente, mentre la minoranza è organica al centrodestra. Posto che uno dei tre voti che mancano da assegnare al csx arriva con certezza da Longarone, i voti alla lista Futura che arrivano dal consiglio pontalpino non possono essere che due. C’è da stupirsi? Fino a un certo punto. E’ acclarato infatti che un noto tennista svizzero, piuttosto influente da queste parti, abbia sostenuto da sempre la causa del presidente e della sua lista. Aggiungete qualche legame famigliare e il gioco è fatto: la lista più votata a Ponte è stata quella dei civici: 5 voti, di questi, se non tutti, quasi, con preferenza a Camillo De Pellegrin. Restano 2 voti al csx, 4 al cdx e, probabilmente un nullo.
Longarone – “Non siamo la lista Padrin”
Dulcis in fundo, ma, per esclusione, il conto è fatto. Civici 7, Cdx 4, Csx 1. Trionfo per Venessa De Francesch della lista dei civici tra la maggioranza di Padrin. È veramente stucchevole il fatto che qualcuno continua ad insinuare che “Obiettivo Provincia” fosse la lista del presidente. Tanto più se aggiungiamo che, tolti i casi in cui vi erano candidati “locali”, il grosso dei voti alla lista dei civici arriva da Ponte nelle Alpi e Sedico (quale mai sarà il legame che tiene uniti questi due comuni?) oltre che dai “padriniani” di Belluno.
Fascia B – Poche sorprese e poco centrodestra
Parliamo in questo caso dei comuni tra i 3.000 e i 5.000 abitanti. Impossibile fare una ricostruzione consiglio per consiglio ma alcune linee di fondo sono comunque individuabili. Sospirolo, Pieve di Cadore e Pedavena hanno spinto il centrosinistra, viste anche le candidature – e l’elezione – di Mario De Bon e Sindi Manushi. Cesio e Fonzaso sono stati i comuni che invece hanno di fatto consentito l’elezione, fra la lista dei civici, di Matilde Vieceli. Pochi voti per il centro destra. Agordo e Auronzo hanno portato pochi consiglieri a votare, ma sia dal primo che dal secondo comune sembra che qualcosa al centrosinistra sia arrivato.
Fascia A – viaggio nelle preferenze selvagge
Sono compresi in questa fascia tutti i comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. Una miriade di paesi, soprattutto tra Cadore ed Agordino. Come era facile aspettarsi si tratta della fascia con affluenza più bassa, appena il 62%. Il centrosinistra non si aspettava molti voti, oltre a quelli di Soverzene, San Gregorio e Lamon che sono puntualmente arrivati. Notevoli invece le 18 preferenze su Sindi Manushi, provenienti verosimilmente da molti comuni del centro Cadore. Qualcuno che non si riconosce in Fratelli d’Italia evidentemente c’è ancora. I civici raccolgono in Agordino con Fabio Lucchetta, anche se probabilmente un po’ meno di quanto previsto. Abbastanza deludente il risultato di Camillo de Pellegrin, appena 14 preferenze in questa fascia che doveva essere, almeno in parte, una sua roccaforte. Il centrodestra, in maggioranza in tantissimi comuni di questa fascia, ottiene tanto ma non tantissimo e di fatto è proprio la bassa affluenza in questi comuni, uniti al disturbo di csx e civici, che fa saltare il sesto consigliere. Menzione a parte per Denise Guadagnin, di gran lunga la più votata in questa fascia: 40 voti, una enormità. Segno che lo sforzo della Lega su di lei è stato grande. Purtroppo per i leghisti, invece, è stata la strategia ad essere fallimentare. Restano fuori sia Vettoretto (4178 voti ponderati) che la stessa vicesindaca di Seren (3976). Oltre 8.000 voti ponderati letteralmente buttati via; un errore imperdonabile in questo genere di elezione.
