Il Panfilo nel mondo – 9 aprile 2024

Per i palestinesi. Sabato 13, largo Panfilo Castaldi

Continuano a cadere bombe israeliane su civili palestinesi. Inermi, non hanno più nulla. Cosa c’è ancora da bombardare a Gaza, se non donne e bambini? Cosa vuole Netanyahu, a questo punto, se non la fine dell’intero popolo palestinese? Più che domande legittime, sono domande necessarie a cui bisogna rispondere con urgenza, in questo momento così buio per i diritti umani nel mondo. Diritti che abbiamo sbandierato talmente tanto da essercene dimenticati quando a commettere dei crimini di guerra sono i nostri alleati.

Ciò che è in nostro potere fare è scriverne, manifestare, non far scendere l’attenzione verso quanto sta accadendo a Gaza, a Beit Lahiya, a Rafah. Ma soprattutto manifestare, scendere in piazza ed ascoltare chi sta vivendo più da vicino il dramma. Bisogna farlo anche per smuovere il Governo, perché l’Italia non può essere complice di quanto sta accadendo.

Complice non è una parola nostra, la riportiamo da un’azione legale condotta proprio nei confronti dello Stato italiano in merito alla questione palestinese.
Di che si tratta? Salah Abdel Ati è un avvocato, ex direttore della Commissione indipendente per i diritti umani di Gaza, ora in Egitto e che da lì ha fatto causa, ad inizio aprile e per tramite di un team di legali a Torino, contro il governo italiano (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro degli Esteri e Ministro della Difesa). Si tratta di un ricorso urgente in via cautelare, presentata al Tribunale civile di Roma, per complicità nelle violazioni dei diritti umani di Israele a Gaza.
Tre le accuse fondamentali: non agire, nonostante l’accusa di genocidio mossa dal Sudafrica; vendita di armi; taglio dei fondi all’Unrwa. In un’intervista rilasciata al Manifesto lo scorso 6 aprile, l’avvocato lo dice chiaramente:

«Il governo italiano sostiene l’occupazione, coma la Francia, la Germania, gli Stati Uniti. Non rispettano il diritto internazionale, non rispettano nemmeno quanto ha stabilito il Consiglio di Sicurezza. E allora ci rivolgiamo alle corti perché fermino questa complicità: l’Italia deve rispettare il diritto internazionale».

Una modalità di accusa e di sollecitazione che non sta interessando solamente l’Italia, ma anche gli Stati Uniti, la Germania e l’Olanda.
Quanto all’Italia, è importante portare avanti anche questa battaglia, in quanto il nostro Paese è il terzo venditore mondiale di armi ad Israele. Insomma, ci siamo dentro fino al collo, ed è ora di uscirne. È ora di dire basta. Di applicare una legge che c’è già: la 185 del 1990. Non di metterci mano, come pare voglia fare il Governo Meloni. Diciamo basta al massacro.

Per questi motivi condividiamo l’invito a sostenere e partecipare alla manifestazione Presidio per la Palestina organizzata in Largo Castaldi sabato 13 dalle 14:30. Al presidio ci saranno e interverranno Khaled Al Zeer, rappresentante delle comunità palestinesi in Veneto; Mario Paolini di BDS Italia; Piero Majocchi esperto sul conflitto mediorientale e sionismo.
Vi saranno collegamenti con Sam Weinstein dell’International Jewish Anti-Zionist Network, Giorgio Riva della rete antimilitarista PayDay, collegamento con Veterans for Peace – Gerry Condon. Vi saranno inoltre, fanno sapere gli organizzatori, performance artistiche dei Casa Giovani del Sole, Funima International e Associazione Falcone e Borsellino.
Poi, botteghe di Altro Mercato, materiale documentativo e storico in visione, proiezione di video pubblicati nel web ed altre iniziative di intrattenimento e solidarietà. I contributi raccolti saranno destinati alla Mezzaluna Rossa (Palestine Red Crescent Society).