Attualità – 16 aprile 2024
E mo’ so Gazzi, Palazzo Gazzi
Sfuma ancora il sogno di vedere in Piazza Maggiore, alle spalle del nostro Panfilo Castaldi, qualche forma di vita e di convivialità. Ancora una volta, infatti, non si riesce a trovare un accordo tra comune e privati per la gestione di Palazzo Gazzi. Peccato, perché oltre che dar vita alla piazza più importante della città, quello spazio potrebbe essere un volano per un centro cittadino già in grande sofferenza.
L’ultima brutta notizia dell’infinita vicenda del Gazzi è arrivata il 6 aprile scorso, quando sulla stampa si legge del ritiro dalla manifestazione di interesse da parte del Consorzio turistico Dolomiti Prealpi con Elementa. Sembrava la volta buona per il locale chiuso dal 2011. Invece nulla da fare, al Colle delle Capre è stata recapitata la disdetta da parte della cordata. Il progetto consisteva nella creazione di uno spazio per la ristorazione veloce, la vendita di prodotti tipici locali e la promozione turistica. Un’occasione andata in fumo, purtroppo, e così il comune torna celermente ad aprire un nuovo bando. È la seconda volta in pochissimi anni che con Palazzo Gazzi si resta a bocca asciutta. Il bando per questo secondo forfait era stato infatti aperto l’ottobre scorso, e prevedeva le stesse condizioni del precedente, con una riduzione ulteriore del canone d’affitto stimato del 10%. Il nuovo bando, sperabilmente non per il terzo forfait, scade a mezzogiorno del prossimo 6 maggio e cerca di agevolare ulteriormente l’eventuale interessato, riducendo il canone d’affitto del 20% rispetto al prezzo iniziale.
Che ne sarà? Tra meno di un mese lo sapremo. Non sarebbe da stupirsi, anzi sarebbe auspicabile, se vi fosse già un nuovo soggetto pronto ed interessato alla gestione dell’immobile. Ma fino a che non si avranno altre novità, si tratta di provare a capire cosa finora non ha, più di una volta, funzionato.
Ci si chiede, perciò, a che cosa sia dovuto questo continuo forfait dei privati sulla gestione di Palazzo Gazzi. È responsabilità dell’amministrazione, degli uffici, dei privati? È nella riduzione ulteriore del canone di affitto la chiave per risolvere la questione, o piuttosto in qualcos’altro? O in verità è solo una questione pressoché impossibile da risolvere? Davvero, come dice qualcuno, una maledizione? Non siamo superstiziosi, e ci sembra ci siano problemi dalla risoluzione ben più difficile.
Per questo, lasciando per ora aperte queste domande, dalla prossima settimana cominceremo a chiedere, a cominciare dai privati, che cosa secondo loro bisogna migliorare nel bando comunale e quali passi incontro all’amministrazione può fare chi manifesta l’interesse per far rivivere uno dei luoghi più belli di Feltre.
Panfilo è stufo del deserto alle sue spalle, e vuole vederci chiaro. A presto.
