Attualità – 12 febbraio 2024
Una settimana da Vanoi
Domenica 4 febbraio 2024 oltre 200 persone hanno partecipato al convegno “Vanoi. Il perché di un no” organizzato del Pd Belluno Dolomiti al centro A.M.O di Lamon. I posti disponibili nella sala principale sono andati subito esauriti ed altri cittadini accorsi per sentire gli interventi hanno potuto seguire il dibattito da un’altra sala del centro collegata in diretta. L’evento è stato trasmesso in streaming sulla pagina fb PD Belluno Dolomiti dove è ancora possibile rivedere gli interventi.
Il convegno, considerata anche la massiccia affluenza di pubblico, ha fatto molto parlare di sé richiamando l’attenzione di diversi media che continueranno ad occuparsi della questione nelle prossime settimane. Molti temi trattati domenica scorsa sono inoltre oggetto di questo numero ed i lettori potranno quindi farsi un’idea delle principali tematiche trattate in quell’occasione.
Due giorni dopo l’incontro di Lamon il Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo del Partito Democratico che prevedeva una netta presa di posizione contro l’invaso di 33 milioni di metri cubi d’acqua che la Regione del Veneto ed il Consorzio di Bonifica del Brenta vorrebbero costruire nella Valle del Vanoi, a cavallo dei territori di Belluno e Trento. Il no del Consiglio trentino non è né scontato né irrilevante. Se è infatti vero che fino ad ora la Provincia di Trento aveva sempre comunicato con atti ufficiali (lettere, pareri, delibere di giunta) la propria contrarietà al progetto Vanoi, il Consiglio, organo politico più importante della Provincia, non si era infatti mai pronunciato. Ora il presidente Fugatti dispone di un mandato chiaro: manifestare la contrarietà della Provincia Autonoma di Trento al progetto Vanoi in ogni sede istituzionale.
Si tratta all’incirca dello stesso mandato affidato dal Consiglio Provinciale di Belluno al Presidente Padrin ancora lo scorso 5 ottobre 2023, quando, sempre su iniziativa del PD, i consigli comunali – ed anche quello provinciale – avevano adottato un odg di contrarietà al progetto Vanoi. Ora, forte anche del “no” di Trento, il Presidente della provincia di Belluno dovrebbe/potrebbe chiedere un intervento diretto di Zaia ed in particolare dell’assessore Bottacin che – incredibilmente – non si è ancora mai espresso sulla vicenda. Fino ad ora abbiamo solo assistito, negli intervalli della sua presenza al Festival di Sanremo, ad una visita del Presidente ad una diga in Liguria, in Comune di Badalucco, dove sembra che vi sia un progetto molto simile a quello del Vanoi. Non si è molto capito – francamente – se la visita di Padrin a Badalucco sia servita per portare al sindaco ligure la vicinanza della comunità del Vajont o per ribadire il no al progetto Vanoi. Di sicuro ci si aspetta segnali più significativi. Sarà forse chiedere troppo?
Chi invece non ha fatto attendere una risposta chiara alla mozione di contrarietà approvata a Trento è stato il plenipotenziario commissario straordinario del governo per la crisi idrica Nicola dell’Acqua. Nomen omen, il commissario ha ribadito il concetto: “Questa crisi idrica non può essere risolta con il federalismo. Questa estate ci saranno sicuramente decisioni sovraregionali da prendere. È mia facoltà intervenire in caso di necessità”.
La battaglia, dunque, resta ancora tutta da combattere, ma il pronunciamento unanime del Consiglio di Trento ha segnato, assieme al convegno di Lamon, un punto significativo a favore del no alla diga. Le comunità locali, infatti, si sono dichiarate aspramente contrarie al progetto. Ora la contrapposizione sembra assumere i classici contorni di un braccio di ferro tra la pianura e la montagna anche se a Lamon, oltre ad essere prospettate efficaci alternative all’approvvigionamento idrico della pianura (vedi articolo di Alessandro Brogli), molte persone hanno portato la propria solidarietà e vicinanza anche dai territori di pianura.
Per il bellunese e per la montagna in generale la questione Vanoi è infatti una questione morale. Come può la Regione del Veneto – che peraltro non si è mai dotata di un bilancio idrico – chiedere ancora alla provincia di Belluno di realizzare un invaso in un territorio che peraltro presenta non poche criticità sul piano idrogeologico? Se infatti è vero che Vajont e Vanoi sono dimensionalmente incomparabili – soprattutto col senno di poi – è altrettanto vero che gli insegnamenti della tragedia di sessant’anni fa restano estremamente attuali. La Storia infatti ha un chiaro valore di esempio. Le dinamiche del macro contano in egual maniera per il micro; in senso storico, è proprio il caso di dirlo, le dimensioni non contano.
