Attualità – 11 marzo 2024

Tra Otto marzo e provinciali - Le proposte di Futura sulle pari opportunità

L’ultimo articolo dedicato al programma del centrosinistra per le prossime provinciali, trovandoci a ridosso dell’8 marzo e della figuraccia in Cpo a Feltre, non può che riguardare le pari opportunità.

Quali le proposte, le idee e gli obiettivi della lista Futura su questo tema? 

È necessario prima di tutto, si legge, 

«il rafforzamento e sostegno del sistema dell’assistenza alle donne che hanno subito violenza, garantendo la valorizzazione e la salvaguardia del lavoro del Centro antiviolenza, gestito in Provincia da Associazione Belluno Donna, quali fulcro della rete territoriale di accoglienza, in quanto depositari delle competenze e della metodologia più adeguate al riconoscimento della violenza maschile e dell’esperienza nell’adozione di programmi di intervento individualizzati, centrati sui bisogni delle donne, il rispetto della loro autodeterminazione e dei loro tempi».

Oltre a ciò, fa sapere la coalizione di centrosinistra, è fondamentale essere promotori dell’istituzione di nuove Commissioni Pari Opportunità, ancora non attivate in talune zone. Appare infatti importante continuare con la sensibilizzazione su tali tematiche, ragione per cui il centrosinistra bellunese riporta quattro linee ed obiettivi di indirizzo prioritari, che riportiamo di seguito: 

  1. Portare avanti in Regione Veneto la richiesta di revisione sui requisiti minimi imposti dall’intesa Stato-regioni del settembre 2022 e validi per l’inserimento dei centri antiviolenza e delle case rifugio tra gli enti riconosciuti e meritevoli di sostegno economico. I requisiti indicati, in particolare l’obbligo di dotarsi di un numero telefonico dedicato per garantire la reperibilità h24 e 7 giorni su 7, se confermati, decreterebbero il rischio di chiusura del Centro Antiviolenza anche nella nostra Provincia. In questo senso è necessario anche rendere evidente la rete antiviolenza operante nel territorio e a supporto del Centro antiviolenza.
  2. Necessità di condividere una progettualità educativa e formativa con chi gestisce i CAV e si occupa degli Sportelli di ascolto, affinché la Provincia possa farsi promotrice e collaboratrice dell’ampliamento del gruppo di formatrici e formatori, per poter così raggiungere quelle realtà ritenute lontane, tenendo conto delle specificità del nostro territorio. Questo porterebbe non solo all’ampliamento delle attività presso le scuole ed enti, ma anche all’apertura di nuovi sportelli di ascolto e case rifugio.
  3. Sostenere, anche a livello economico, le azioni e le iniziative messe in campo dalla Consigliera di Parità.
  4. Adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelli inerenti all’alloggio, alla lingua, all’integrazione sociale.