Attualità – 11 marzo 2024
Elezioni provinciali, i programmi - Casa, scuola, lavoro per il centrosinistra
L’ultima parte del programma del centrosinistra per le prossime provinciali si concentra sul ruolo che deve avere il pubblico, invero l’Ente Provincia, nelle politiche culturali, scolastiche, lavorative e soprattutto abitative. Iniziamo proprio da quest’ultima.
La questione abitativa
L’emergenza abitativa è un fenomeno che riguarda tutto l’Occidente, in modo particolare l’Italia e la Provincia di Belluno non ne è certo drammaticamente esclusa. La crisi della casa non intende solamente una difficoltà delle “fasce deboli” bensì, con un ceto medio sempre più povero, irrimediabilmente una fascia di persone sempre più ampia. In provincia, trovare casa in affitto è pressoché impossibile, come riportano periodicamente i giornali locali. Il mercato delle vendite si trova invece bloccato con il crescere dell’inflazione e soprattutto dall’aumento dei tassi di interesse sui mutui. Da ciò il centrosinistra denuncia il cortocircuito tra domanda e offerta, esiziale per il bellunese, con tutte le sue contraddizioni: «da una parte una provincia alla costante ricerca di lavoratori, dall’altra la mancanza di attrattiva a causa dell’assenza di soluzioni abitative dignitose o economicamente sostenibili; da un lato giovani che vorrebbero tornare o restare dove sono cresciuti, dall’altro la prospettiva di non poter raggiungere l’autonomia abitativa negli stessi luoghi». E il problema non finisce di certo qui. Infatti, rileva l’analisi di Futura, «alla scelta, sempre più comune, di destinare ai cd. affitti brevi o turistici le proprietà immobiliari – non dimenticando le locazioni turistiche abusive! – si aggiunge il numero crescente di case sfitte. Nel territorio vi è, infatti, un’abbondanza di case/appartamenti sfitti; ciononostante, l’offerta di immobili in locazione è quasi nulla, a fronte di una domanda piuttosto elevata». Ciò comporta inevitabilmente l’aumento dei canoni, se non una speculazione sugli stessi, a spese delle fasce di popolazione dal reddito medio-basso. Insomma, ciò che in Europa viene ormai definita “fascia grigia”: «quella parte di popolazione che, malgrado abbia un lavoro (spesso precario) e un buon livello di istruzione, non riesce a raggiungere un’indipendenza economica stabile».
Dal valore fondamentale per cui tutti abbiamo diritto ad una casa, le proposte del centrosinistra bellunese si pongono l’obiettivo di sviluppare politiche innovative di sostegno all’abitare, in modo particolare facendo assumere alla Provincia «il ruolo di facilitatore e mediatore tra i vari portatori di interesse, confrontandosi con le progettualità già avviate nel territorio, sia da soggetti pubblici che da privati, e verificando la possibilità di mettere in atto una pianificazione di vasta area, anche facendo ricorso a Fondi di Confine: strategico sarebbe il loro riutilizzo a fini abitativi, impegnandoli sia per una maggiore garanzia dei proprietari immobiliari, a fronte del rischio di morosità e insolvenza sia, e soprattutto, per rendere i canoni sostenibili e incentivare la messa a disposizione del consistente patrimonio immobiliare inutilizzato del territorio».
Piccola nota di chiusura: se molto probabilmente il centrodestra eleggerà 6 o 7 consiglieri provinciali, e considerato che nel Dup 2024 la maggioranza in consiglio comunale di Feltre ha rifiutato l’istituzione di un fondo per la casa, sulla crisi abitativa non c’è molto di buono da sperare.
La questione lavorativa
Non si combatte lo spopolamento se non si parla di lavoro. Se non si crea lavoro qui. Se da una parte la Provincia appare dotata di un sistema solido in termini produttivi, si tratta di sviluppare meglio le politiche per mantenere i giovani qui nonché per attrarne da fuori. Di qui Futura pone il problema di una visione strutturale, in grado di intrecciare lavoro, abitare, scuola ed infrastrutture viarie e tecnologiche. Su questa direzione, la lista riporta l’obiettivo base di un coordinamento con il mondo della scuola e del lavoro, con Veneto Lavoro e la Regione, con il sistema sindacale per favorire il reinserimento dei lavoratori. A ciò aggiunge il «sostegno alle iniziative già in essere di formazione tecnica superiore e universitaria integrandole con le vocazioni e peculiarità del nostro territorio; l’attivazione di azioni e progettualità che consentano di creare nuove opportunità di lavoro, ad esempio nel turismo sostenibile nell’agro alimentare di qualità, nella filiera del legno; la promozione di azioni e servizi volti a supportare la nascita di nuove imprese, fornendo le adeguate informazioni su come diventare un imprenditore, aprire e sviluppare un’impresa, espandere il mercato, trovare partner, trovare finanziamenti, oltre a informare su bandi ed appalti».
La questione scolastica
Lavoro, casa e … scuola? Non si può pensare ad una ripartenza della Provincia se non si pensa ai giovani, e dunque alla scuola. «Negli ultimi anni la Provincia di Belluno ha investito moltissimo in termini di edilizia scolastica» inizia l’analisi Futura, per cui «l’insieme delle risorse provenienti dal PNRR e dal Fondo per i Comuni Confinanti ha consentito di avviare progettualità per decine di milioni di euro intervenendo tanto sull’esistente quanto su ambiziosi progetti di demolizione e ricostruzione. A tal proposito il progetto del Nuovo Negrelli al Boscariz di Feltre, uno degli interventi più sostanziosi finanziati con il PNRR a livello regionale, dovrà senz’altro costituire un esempio di intervento sull’edilizia scolastica anche per il futuro». Luci, ma anche ombre: «lavorare in maniera così significativa su edifici scolastici spesso vetusti ha comportato anche il fatto che in alcuni casi la parte didattica ne sia stata temporaneamente penalizzata». Leggasi Iti Segato. Perciò, «uno degli obiettivi del futuro sarà infatti quello di limitare al minimo i disagi dell’attività scolastica ordinaria durante la fase dei lavori, pur sapendo che gli interventi che si realizzeranno in questi anni, grazie a questa particolare e probabilmente irripetibile disponibilità di finanziamenti, saranno fondamentali per garantire la sicurezza dei principali edifici scolastici bellunesi nel futuro».
Ma un tema su tutti importa il centrosinistra bellunese, che lo scrive chiaramente:
«la Provincia di Belluno dovrà tenere una forte posizione politica sarà quella di dire stop al cosiddetto “dimensionamento” degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, specie nei centri montani più piccoli. Per mantenere i servizi in montagna è fondamentale che vengano ulteriormente rivisti – anche nel prossimo DDL Montagna annunciato dal Ministro Calderoli – gli standard minimi per l’autonomia degli istituti, senza incorporare dirigenze e uffici scolastici che comportano notevoli disagi ai cittadini e alle famiglie. Su questo tema, peraltro, la provincia di Belluno, nell’ottica degli accorpamenti complessivi a livello regionale, ha già abbondantemente contribuito. Per combattere lo spopolamento è altresì necessario, in comune accordo con i Comuni, stimolare la creazione di servizi innovativi sul piano della formazione: oltre allo sviluppo dei progetti di doposcuola sarà assolutamente necessario creare e strutturare in maniera sempre più forte un coordinamento dei nidi provinciali in modo da stimolarne la nascita e l’implementazione nonché la formazione del personale».
In merito ai nidi, si può aggiungere il dato per cui, ad eccezione dei centri principali, il bellunese è ancora lontano dall’obiettivo europeo di 33 posti nido ogni 100 bambini nella fascia 0-3 anni.
Per Futura, la Provincia «dovrà essere protagonista nel coordinamento degli enti scolastici anche per valorizzarne l’inclusività; va infatti sottolineata l’importanza di poter disporre di scuole inclusive, che abbiano a disposizione mezzi materiali e competenze professionali per formare non solo gli alunni con disabilità ma tutti coloro che hanno bisogni educativi specifici. È in aumento, infatti, il numero degli studenti con certificazioni o bes, anche grazie ad una più efficiente capacità diagnostica, ma i nostri istituti e i nostri insegnanti devono essere messi nelle condizioni di realizzare le necessità formative di ogni studente, in ottica pienamente inclusiva. Ciò è fondamentale per contrastare anche la dispersione scolastica».
Sei gli obiettivi fondamentali che Futura segnala nel proprio programma:
- Proseguire ed ultimare i grandi lavori di adeguamento sismico ed efficientamento energetico sugli edifici scolastici di competenza provinciale nonché avviare la ricerca di nuovi finanziamenti per intervenire sugli edifici e sugli istituti che ancora non sono stati coinvolti da questo genere di interventi.
- investire sulla riduzione del gap digitale, dando priorità ai collegamenti in fibra ottica;
- Agevolare il diritto allo studio, verificando la possibilità di realizzare una Card studenti/famiglie, con agevolazioni per mensa, libri scolastici, accesso a impiantistica e corsi sportivi, alloggio per i fuori sede. Sul tema trasporti, si veda il capitolo relativo all’Investi Scuola.
- Contrastare ogni proposta di dimensionamento scolastico che riguarda gli istituti di montagna che non derivi dagli stessi istituti coinvolti e/o dal territorio.
- Coordinare enti pubblici e privati nell’implementazione dei posti nido, progetti integrati 0-6, doposcuola tanto pubblici quanto privati.
- Coordinare le istituzioni universitarie che operano in Provincia di Belluno costruendo un vero e proprio “pacchetto formativo” post diploma e post-laurea. In questo senso si dovrà dare la massima priorità a seri progetti di carattere universitario e specialistico che sappiano adeguatamente valorizzare l’offerta territoriale non confondendo questi ultimi con fantasmagoriche offerte di università telematiche estremamente costose per gli utenti e poco qualificate.
Cultura e turismo
L’idea fondamentale delle sinistre è quella di spingere per un rinnovato protagonismo nelle politiche culturali. Per il programma è di primaria importanza che l’Ente «torni ad avere un ruolo attivo anche nella proposizione di eventi che possano contribuire ad una vera crescita del territorio». Perché ciò sia realizzabile «è necessario investire di più in cultura: in questo senso si propone di utilizzare parte del cosiddetto “Fondo grandi eventi” – finanziato con FCC e fino ad oggi prevalentemente utilizzato per finanziare iniziative sportive o meramente promozionali – per realizzare un ampio progetto culturale a regia provinciale che, pur avendo un forte radicamento sul territorio, possa avere un respiro internazionale in modo da garantire visibilità ed attrattività».
In merito al turismo, il centrosinistra si orienta verso un turismo all’insegna della sostenibilità, che sviluppi il potenziale della Valbelluna, in particolare con il turismo slow e di comunità. Per la parte alta della provincia, invece la proposta è quella di puntare alla destagionalizzazione, valutare la realizzazione di nuovi impianti a fune, «inquadrandoli nel contesto più generale della mobilità e favorendo la riconversione energetica delle strutture più vecchie». Infine, potenziare lo sviluppo della rete ciclabile provinciale, collegando il territorio ai più ampi circuiti internazionali cicloturistici.
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