Attualità – 31 gennaio 2025
Spendi spandi spandi spendi eventi - La destra del bo-b
Che cosa ne è stato e cosa ne sarà del Fondo grandi eventi della Provincia di Belluno? È questa la domanda che ci poniamo qui, in seguito alla recente notizia di un anno senza Giro d’Italia per le nostre strade. Non è una questione facile, lo prova il fatto che la stampa locale non ci abbia capito pressoché nulla – cosa che, per la verità, non stupisce. Andiamo per gradi.
IL FONDO
Cos’è questo Fondo? La Provincia, ormai da alcuni anni, dispone di un fondo per i grandi eventi che raccoglie 2.500.000 euro. Di questi 2 milioni e mezzo, 2 milioni erano finanziati dai fondi dei Comuni Confinati, mentre il mezzo milione rimanente proveniva da cofinanziamento regionale.
LE SPESE
Circa le spese, se vogliamo, ad esempio, riferirci alla corsa per la maglia rosa, è proprio con questi soldi che sono state pagate le tappe degli anni scorsi. Per il Giro, la spesa complessiva arriva quasi a 800.000 euro, con differenze notevoli all’interno delle tappe. Da un lato, appena 150mila euro per la tappa con partenza dall’Alpago, grazie anche all’importante e generoso concorso economico territoriale. Dall’altro, circa le tappe del 2023, tra Longarone e Zoldo e Tre Cime, i costi sono arrivati a 610.000 euro. E questo per quanto riguarda il Giro, una delle manifestazioni che regala le emozioni più grandi ai bellunesi, ed offre al territorio una visibilità probabilmente ineguagliata. E per il resto?
Siamo quasi a febbraio, e quindi partiamo dal Festival della canzone italiana: per Casa Sanremo sono stati spesi 230 mila euro. Seguono 200.000 euro di contributi a Longarone Fiere, 300mila a Fondazione Cortina per gli eventi invernali, 100mila per i mondiali di canoa under 23; 60mila per Orientiring in Cadore; 50.000 per un festival musicale.
Il criterio di scelta circa l’importanza di alcune iniziative rispetto ad altri è certamente e legittimamente politico. Com’è naturale che sia, ad alcuni è andata bene, ad altri meno bene, come al sindaco Zanella, che ha fatto notare come queste scelte abbiano rilevato differenze territoriali abbastanza evidenti e sbilanciate, culminate da ultimo proprio con il Giro, che o passa per Cortina, o non passa.
IL RINNOVO?
Il Fondo grandi eventi è terminato nel 2024, ed i soldi sono stati spesi tutti. Vi sarà un rinnovo? Parrebbe di sì. E, aggiungiamo, parrebbe sacrosanto ci fosse. Quindi se, come detto sopra, i Fcc pesano così tanto nel finanziamento del Fondo, invero 2 milioni, Bond non può non avere un’idea chiara in proposito.
PRESI IN GIRO, UN ALTRO GIRO
Proprio durante il Giro dell’anno scorso, uscivamo con un numero settimanale del Panfilo titolato “Presi in Giro”, riferendoci alla questione pista da bob, per la quale si continuava a dire-non dire, o dire di non sapere. Come sui Fcc per la pista da bob, così non vorremmo ora che si fosse deciso, contestualmente al non ancora formalizzato rinnovo, di impiegare quel fondo od il cofinanziamento regionale per le spese del bob. A breve sapremo, il tempo passa anche per Bond e Padrin: ci sarà ancora il Fondo? Ci sarà il cofinanziamento regionale? Per quanto e soprattutto per cosa sarà impiegato?
LA DESTRA DEL BO-B
Se il fondo dovesse rimanere, il centrosinistra bellunese con Futura propone un serio coinvolgimento del Consiglio Provinciale e dell’assemblea dei sindaci, perché “certe cose non si possono decidere in tre”; la creazione di macroaree di intervento e di lì le decisioni strategiche su cosa puntare. Insomma, una strategia che finora non c’è stata, secondo Futura. Qui si aggiunge o, se preferite, si oppone che una strategia invero c’è stata ed anche chiara, ancorché, mi raccomando, non la si possa chiamare “politica”, altrimenti qualcuno si offende. Ma scelte politiche sono state e saranno fatte e sì, sono politiche, la politica del centro destra bellunese: non so, non sento e non parlo perché sfrecciavo in un bob. La politica del bo-b.
LA PROVINCIA DI CORTINA
Chiudiamo sul Giro, per gli appassionati delusi.
Una domanda interessante è questa: era da lì che bisognava pescare i soldi per la tappa del giro del 25? E se non lo si è fatto, è forse perché sono già stati pensati per essere destinati altrove?
Il territorio, dalle istituzioni al privato, si era mobilitato per la tappa bellunese del 2025. Niente, non ci sarà. Un’occasione persa, per tutti. E infatti, anche chi di solito, per ragioni sicuramente comprensibili, non fa sentire la sua voce, ha espresso pubblicamente il proprio disappunto.
E così, proprio nell’anno prima delle olimpiadi, il bellunese rimane senza la splendida carovana del Giro d’Italia. Motivazioni? Mentre, sia mai, Bond non sa, per Padrin non passa perché “questa volta spettava a Cortina”. Troppi cantieri per l’arrivo a Cortina, allora salta il Giro. Certo, perché questa è la Provincia di Cortina. Fratelli di Pedro, o Cortina o morte!
E così, proprio nell’anno prima delle Olimpiadi, Zaia se la ride alle spalle di De Carlo, sfregandosi le mani per le tappe nel Veneto più popoloso.
E così, proprio nell’anno prima delle elezioni…
