Il Panfilo nel mondo – 28 maggio 2024

Può piovere per sempre

Può piovere per sempre. Purtroppo, non lo diciamo per questo maggio bellunese, noioso, eterno e piovoso. Lo scriviamo invece per le drammatiche notizie ed immagini che arrivano dal Brasile, in particolare dallo Stato meridionale del Rio Grande do Sul.

Per i gauchos questa è la terza inondazione in soli otto mesi. Da inizio maggio piogge torrenziali devastanti hanno messo in ginocchio uno Stato che stava cercando di risollevarsi per la seconda volta. Una tragedia nella tragedia nella tragedia. Gran parte della popolazione è stata evacuata e, se non riesce a raggiungere un altro Stato più a Nord, si ritrova stipata nei pochissimi luoghi non sommersi dall’acqua. Infatti, come riferiscono i reporter spagnoli Jorge Carrasco e Naiara Gortàzar, tutto lo Stato è allagato, con oltre mezzo milione di persone ad aver abbandonato la propria abitazione. I morti ad ora sono 150 e 127 i dispersi, ma sono cifre ancora non attendibili.

Come rimanere a vivere in uno Stato, finora tra i più prosperi del Brasile, dove la crisi climatica si impone così tragicamente sulla vita delle persone? Molti sindaci devono ricostruire da zero le proprie città, e pensano addirittura di rifarle su di un terreno più alto. Gran parte delle persone, invece, guarda alla migrazione come unica via di scampo. Anche in Sudamerica, dunque, va presentandosi uno dei fenomeni caratterizzanti della società in cui andremo a vivere: le migrazioni climatiche.

La tragedia che si sta consumando in Brasile non può che rimettere in luce l’ineluttabilità dell’agenda climatica. Storicamente e specificamente in questo Stato, le lobby agricole sono molto potenti ed hanno avversato per anni le politiche in favore del clima, tentando di limitare ed eliminare diverse norme. Il Rio Grande do Sul è infatti la quinta economia del Brasile, producendo il 70% del riso (Carrasco, Gortàzar) immancabile nelle tavole brasiliane. Il Brasile paga dunque drammaticamente il conto alla crisi climatica, in particolare dopo anni di negazionismo climatico bolsonariano. Lula, in questi giorni, promette ingenti aiuti economici alla ricostruzione e messa in sicurezza del Rio Grande do Sul, ma la questione è ben oltre la portata del “solo”, seppur enorme, Brasile. 

Il grande Stato sudamericano si trova d’altra parte a fronteggiare, negli stessi giorni delle inondazioni nel Sud, altre emergenze climatiche, ancorché opposte: il caldo torrido nelle zone centrali, oltre i trenta gradi e la siccità nel nordest, dove non piove da mesi.

L’autunno tropicale brasiliano raccoglie insieme drammaticamente tutti i fenomeni estremi legati alla crisi climatica. Il miglior modo per stare vicino ai nostri fratelli brasiliani è la lotta politica per l’ambiente, il clima e la natura, in ogni parte del mondo. 

Perché la crisi climatica è un fatto sociale totale globale.