Attualità – 28 maggio 2024
Pista da Bond
Non si fa in tempo a terminare la visione di Report sulla pista da bob che arriva un altro scandalo su Cortina. Stavolta riguarda la Regione del Veneto, che imbosca a pagina251 del BUR la decisione della giunta di pagare i costi della manutenzione della pista da bob con i fondi dei comuni confinanti, dal 2027 al 2046. Una misura che sottrarrebbe milioni e milioni di euro al bellunese per vent’anni, per una pista di bob inutile e impattante, Una pista, come si legge nel documento della regione, che per la Fisi sarà fruita per 7,86 settimane l’anno da 25 atleti di bob. Uno spreco. L’ennesima prova, dunque, che per Zaia il bellunese è il Veneto di serie B, ora definitivamente terra di conquista per Trento e Bolzano che pagheranno la pista per noi. Cascassero le Tofane, la pista bisogna farla ad ogni costo. Nelle schiere dei Fratelli d’Italia, il presidente dei Fcc Dario Bond dice che non ne sapeva nulla, e che la cosa non si può fare se prima da Roma non cambieranno la legge. Davvero non lo sapeva? Il provvedimento passerà necessariamente in consiglio provinciale, che diranno Padrin e Calligaro? Politica o amministrazione?
Come pagare la manutenzione della pista da bob? Facile, per Zaia: fondi comuni confinanti. Insomma, ce la pagano i trentini, ed i progetti che con quei fondi avrebbero potuto vedere la luce, li stracciamo. Insomma, avanti con il lento dissanguamento del bellunese per una pista inutile. Cos’è successo a Venezia? La giunta regionale del Veneto ha approvato nel BUR questo capolavoro qui:
La Provincia autonoma di Trento e la Provincia autonoma di Bolzano si impegnano a:
sostenere, per gli esercizi compresi tra il 2027 ed il 2046, un importo annuo determinato nell’ambito della programmazione di cui all’art. 2, per garantire la continuità dell’utilizzo sportivo dell’impianto recuperato, destinando apposite risorse nell’ambito del Fondo Comuni Confinanti, di cui all’articolo 2 commi 117 e 117 bis, della Legge n. 191 del 23 dicembre 2009, secondo le modalità previste per la relativa gestione;
promuovere l’impianto e collaborare per lo sviluppo di attività promozionali finalizzate ad ampliare la base di praticanti;
fornire alle Parti ogni utile dato, informazione o contributo tecnico in loro possesso per la corretta gestione post olimpica dell’opera oggetto del presente accordo.
Pagano tutto Trento e Bolzano, che devono pure fare in modo che qualcuno su quella pista ci vada davvero. Dei progetti dei bellunesi poco importa, Belluno è Veneto di serie B.
E a chi serve la pista? Citando la Fisi, il documento non manca di rispondere, e si potrebbe ridere se non ci fosse invece da piangere. Al punto 3.6.1 di pagina 251 si legge:
La Federazione evidenzia che:
il numero di settimane di utilizzo annuale dell’impianto risulta essere 7,86 di cui il periodo di maggiore attività da metà ottobre a fine marzo;
il numero presunto di atleti che fruiranno dell’impianto sarà: 25 per il Bob, 15 per lo Skeleton e 43 per lo slittino;
il numero di competizioni che possono essere previste è 9 di carattere sia nazionale che internazionale.
Insomma, milionate per una pista da 7 settimane all’anno per 83 persone e 9 gare.
Il presidente dei Fcc Dario Bond dice oggi di averlo appreso dalla stampa. Il fratello d’Italia non sapeva della mossa di Zaia e oltre a lamentarsi che i fondi di confine siano utilizzati come un bancomat, rileva che non sarebbe legittimo utilizzarli lì se prima il Parlamento non modifica la legge: il fondo, infatti, non può essere utilizzato in spesa corrente. Di qui sorgono diverse questioni: davvero non sapeva? Se davvero non ne sapeva nulla, che ci fa lì se alla giunta regionale non importa di interloquire con lui? Quanto sottozero sono i rapporti tra Zaia e Bond? Si tratta di una sfida tutta politica all’interno della destra, verso le regionali, sulla pelle dei bellunesi? La riforma dei Fcc di confine paventata da Bond, quanto garantirebbe lui carta bianca?
Sono solo alcune degli interrogativi che pone questo primo giorno di scontri istituzionali.
Per quanto riguarda la nostra Provincia, ci sarà un passaggio necessario in consiglio provinciale, dopo che, in verità, questo è già stato votato dal comune di Cortina (per questo ci si chiede ancora: com’è possibile che Bond e Padrin non ne sapessero nulla?) Ad ogni modo, sotto il tappeto non c’è più nulla, ed ora la politica è chiamata a decidere. Che cosa faranno Padrin ed il Consiglio Provinciale?Il Presidente, e forse ora si capisce il perché, ha deciso proprio la scorsa settimana di tenere per sè le deleghe alle Olimpiadi. Cosa pensa di fare? La scelta sarà, purtroppo per lui, politica e non amministrativa. E così anche il vicepresidente Calligaro, seguirà la decisione della Giunta Regionale sconfessando il compagno Bond, fratello di partito? Oppure si opporrà, sconfessando invece, (forse, se una presa di posizione arrivasse) il suo Presidente Padrin che la ha tanto ecumenicamente scelta come vice? Ed il resto del consiglio? Lega voterà insieme o contro FdI? I civici da che parte staranno? Ops, serve una decisione… politica. Giorni caldi.
Ciò che è certo è che ieri è scoppiata una bomba, che forse doveva rimanere inesplosa, nascosta sotto la sabbia dei documenti regionali… o che al contrario era lì, preparata e pronta appositamente per far saltare il banco o qualche testa. Vedremo cosa succederà. Chi ne farà sicuramente le spese rimangono invece i bellunesi.
Editoriale Il Panfilo n. 17 di giovedì 23 maggio
