Attualità – 12 febbraio 2024
Poca trasparenza e tanta ipocrisia - Le ragioni del no di Cesare Lasen
Cesare Lasen, già Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ha svolto da remoto un intervento dal titolo Risorse naturalistiche e biodiversità. La vera sfida non opinabile, in cui declina il tema Vanoi secondo quattro ordini di considerazioni.
Il primo è di carattere etico e investe il ragionamento che va condotto complessivamente sullo stato delle risorse naturali del pianeta e sulla crisi climatica in corso. Non è possibile, secondo Lasen, continuare con ogni forma di sfruttamento del territorio e non è possibile che tutte le strategie in favore dell’ambiente, siano esse planetarie, comunitarie o nazionali, vengano prontamente e continuamente smentite e disattese con nuove (antiche e dannose) progettazioni, come nel caso dell’invaso. Progettazioni che vanno ad antropizzare aree fragili aumentando il dissesto nei territori. Anche se è già tardi, bisogna cambiare completamente registro sugli interventi impattanti dal punto di vista ambientale.
Il secondo ordine di considerazioni importa l’ambito naturalistico e la biodiversità. Quanto alla copertura vegetale, il territorio di Lamon è marginale per la documentazione floristico, mentre guardando all’aspetto vegetazionale tutti gli ambienti poco antropizzati hanno un loro valore e significato importante. Con la diga questa verrebbe a scomparire. In provincia di Trento sanno sicuramente, visto che hanno la miglior banca floristica d’Italia a Rovereto, che nelle aree soggette a sommersione ci sono specie rare che andrebbero perdute.
In terza battuta Lasen riporta la discussione all’ambito giuridico-procedurale, se non (aggiungiamo noi) politico, portando alcune questioni relative a quanto discusso in precedenza al convegno. C’è stata trasparenza in tutte le procedure? Come sono possibili questi rimpalli? Si, no, ni? Sta andando avanti o no questo progetto?
Infine, le ricadute a livello sociale e comunitario. Secondo Lasen è incredibile avere il coraggio di riproporre progettazioni simili in una provincia che ha già dato moltissimo in quanto a dighe e disastri ambientali e sociali. Certo, confermando l’analisi di Tollardo, il Vanoi non è il Vajont. Ma bisogna tenere a mente molte questioni e i molti pericoli, come la manutenzione del bacino, vista l’instabilità e la franosità. L’ottobre scorso conclude Lasen «si ebbe a dire mai più Vajont, il giorno dopo si legge che il progetto Vanoi va avanti, non posso non registrare che questa situazione è inammissibile».
L’intervento di Cesare Lasen è consultabile integralmente a questo link tra i minuti 1.05.30 e 1.14.50
https://www.facebook.com/PDBellunoDolomiti/videos/683406793868118/
