Attualità – 28 marzo 2025

Piazza Matteotti, Feltre - Il rosso, il grigio e il nero, a 80 dalla Liberazione

Sono le 9:30 del mattino e scende intermittente una leggera pioggia su Piazza Plebiscito, in un 25 aprile diverso dagli altri. Sono passati 80 anni da quel giorno, anche se a Feltre, in verità, c’era voluto maggio per liberarsi dal nazifascismo.

Non è un 25 aprile come tutti gli altri, e non solo per i venti che tirano Oltreoceano, oltre Kiev ed anche a Roma. È un 25 aprile diverso, perché appena poche ore prima la sindaca Fusaro aveva vietato, strumentalizzando l’invito alla sobrietà per la morte del papa, il consueto corteo per celebrare la Liberazione. Un tentativo di ridimensionare la ricorrenza, quasi forse di cancellarla. La festa dei fiori ed il mercato sì, la Liberazione no. Per sobrietà.
Peccato però che non le sia riuscito, anzi abbia ottenuto l’effetto opposto: erano anni che non si vedevano così tante persone.
Un’altra gaffe, la si chiami così, in aggiunta a quella di appena pochi giorni prima, quando aveva strumentalizzato un semplice volantino sul turismo tacciandolo di incitamento all’odio di genere, addirittura al femminicidio.
Incommentabile bassura.

Piove appena, quel che basta perché il rumore della pioggia sugli ombrelli silenzi le parole della sindaca. Parole dette ad un microfono senza volume, lette alla svelta probabilmente dalla delibera di giunta. Parole nell’indifferenza generale. In fondo nessuno era lì per ascoltarla, e forse nemmeno lei voleva essere lì sotto la pioggia, davanti a tutti quegli antifascisti.

Per fortuna di tutti, tutto dura poco, e viene scoperto il nuovo cartello: “Piazza Matteotti, già piazza Plebiscito”. Finalmente eccola qui, proprio vicino a via Basso.
Da Giacomo Matteotti a Luigi Basso: nel tempo prima, nello spazio ora, qui. Che non restino soltanto nomi, marciapiedi, parcheggi.

Il corteo si muove, cantando Bella ciao, via, verso il monumento.

Gli ombrelli colorano il grigio della strada e del cielo, e alla fine passa anche la pioggia, così come sono passati quegli anni neri.

Piazza Matteotti, a Feltre.
A ricordarci che le dittature vanno riconosciute e combattute sin dalla loro nascita, per proteggere la cosa più preziosa che abbiamo:
la nostra libertà.