Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo

Di Stefania Prandi

Settenove Edizioni 
Anno 2018

Poiché c'è dietro la testa un posticino non più grande di una moneta da uno scellino, che non riusciamo mai a vedere da soli

Virginia Wolf

Il 10 luglio 2021 era un giorno caldissimo. L’afa era cosi insopportabile che persino a petto nudo, con le persiane abbassate e il ventilatore accesso, si sudava sul divano. Perciò di uscire avevo poca voglia, anche se quella presentazione in Sala degli Stemmi sembrava interessante, e lodevole era stato certamente lo sforzo di chi la aveva organizzata, nella fattispecie il Comune. Il libro aveva a che fare con un’indagine giornalistica su braccianti, caporalato e raccolta dei pomodori nelle campagne del sud e io sapevo qualcosa della questione perché ero recentemente stato con alcuni amici a Nardò, in provincia di Lecce, dove dei ragazzi avevano dato vita a un progetto di produzione di salsa di pomodoro, coinvolgendo anche lavoratori stranieri, basato su regole di assunzione e contratto il più possibile garantiti. Il progetto si chiamava e si chiama ancora oggi “Sruttazero”. Era purtroppo un piccolo sogno in un mare di disuguaglianze e sfruttamento, grande più del Mediterraneo. Ma senza scomodare i paroloni, le similitudini, e soprattutto per non fare prediche, dirò brevemente che in quei giorni di Settembre il “ghetto” di Nardò si andava pian piano svuotando degli uomini fin lì impegnati nella raccolta. E il ghetto era un quartiere di baracche di lamiera, coi materassi sparsi qua e là, con qualche fuoco acceso nella sera, e poche persone sedute intorno, ad aspettare probabilmente il momento di una una nuova partenza, verso altri terreni, altre raccolte, altre vendemmie. Chissà un mese prima come doveva essere affollato il ghetto, ad Agosto, e chissà come poteva essere la temperatura, in mezzo al campo coltivato, a raccogliere per pomeriggi interi i pomodori. Ma soprattutto: chissà quanto vale un’ora di un lavoro del genere. 

Il libro presentato quel giorno, alla Sala degli Stemmi, raccontava questo ma gettava ANCHE un’ombra più lunga su un aspetto ugualmente inquietante, ovvero quello della condizione femminile nel contesto della coltivazione e della raccolta stagionale. Il titolo della pubblicazione era “Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo”, edizione Settenove, collana Lo Scellino. Oggi ringrazio di aver vinto la sensazione di resistenza ad uscire di casa perché ho potuto, assieme ad altri Feltrini, approfittare di un momento speciale di informazione e riflessione. Ma ringrazio soprattutto la giornalista e foTografa Stefania Prandi, autrice del reportage, per il resoconto suggestivo, appassionato e tristemente doloroso della sua indagine, condotta tra Italia, Spagna e Marocco. Si  tratta di una sintesi di oltre 130 interviste a lavoratrici, sindacalisti ed associazioni, che nell’insieme descrivono la violenza, intesa come oltraggio ai diritti del lavoro e pratica di molestia sessuale, nei confronti delle braccianti. La puntualità della cronaca si mescola ai toni della narrazione; le immagini si srotolano nitide, pagina dopo pagina; non lasciano scampo agli occhi di chi legge, che non può evitare di porsi domande. Si pensa alla spaghettata del pranzo, alla freschezza di una leggera caprese in una sera estiva, a un pasticcino di quelli con la fragola immersa nella crema. Da dove arriva l’oro rosso? Ma soprattutto come? Qual è il gesto dell’uomo che per primo si china a raccoglierlo?  E’ un ragionamento già proposto, e forse sentito, quello di chiederci cosa troviamo in tavola, ma assumere consapevolezza del processo, attraverso la voce di chi i fatti li ha accertati, descritti ed esposti con tanta chiarezza, può rappresentare un cambio di passo decisivo in quell’attività che ci coinvolge tutti ogni giorno: consumare. 

Lo si legge nella postfazione che porta la firma di Rosa Amorevole, consigliera di parità in Emilia Romagna al tempo della pubblicazione del libro, dove il messaggio e l’invito si fanno ancor più espliciti nelle parole di Alex Zanotelli e di Rachida, donna marocchina che sui campi di Palos de la Frontera ha sacrificato molti dei suoi diritti: c’è una politica che si può fare tra i banchi del supermercato.

 

Siti di riferimento

https://www.settenove.it/articoli/oro-rosso/344

http://www.fuorimercato.com/rimaflow/categorie-di-prodotti/sfruttazero.html

 

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