Pansatyrikon – 13 novembre 2023
Montanari d’Italia unitevi - Mauro, Giselda e i figli della montagna
Riportiamo qui sul Pansatyrikon una lettera ironica pervenuta alla nostra redazione in data 21.09.2023, alle ore 23.22. Uno scritto satirico che non vuol essere offensivo, predittivo semmai, tant’è vero che, considerati gli ultimi avvenimenti rispetto alla superstar social-televisiva Giselda, non possiamo che riassumere in una sola parola: profetico.
Giselda, Giselda
da tempo un amico mi parla di te, o almeno della te che esce dallo schermo.
Mi tesse le lodi delle foto che pubblichi, della tua spontaneità, trova uno sviluppo nell’immagine che ci doni e che accalappia attenzioni a K.
Ora, questa persona l’ho sempre trovata a modo e perbene, lontana dalla dispersione delle proprie acute facoltà in fanfalucche e ho sempre giudicato questa sua attività una debolezza alla quale accondiscendere con pietosi mugugni in attesa di migliori prodotti delle sue genialità.
Sdegnoso in verità volgo lo sguardo alle celebrità di questo tipo che alla fine trovo noiose ed incapaci di donarci sorprese interessanti, di aprire visioni, di recuperare una dimensione reale.
Pure la notizia che avresti partecipato al GF non mi ha riscosso dalla mia sprezzante ignavia nei tuoi confronti.
Iersera, di fronte ad una birra, un altro amico mi ha invitato a dare un’occhiata a qualche tuo post, assicurandomi che ne sarebbe valsa la pena, ma gli impegni non me l’han consentito.
Stamattina alla fine, col caffè che si raffreddava sul tavolo, ho aperto Instagram, giusto due spezzoni brevi ma sufficienti a impallinarmi.
Sono restato esterrefatto della tua esibita, palese, potente bonaria tontaggine.
Non voglio essere offensivo, mai potrei proprio per lo scarso peso che ho sempre assegnato al tuo personaggio, ma guardandoti i termini che mi sono saliti all’attenzione sono: argutamente ingenua e sciocca, sciatta nel parlare.
Beh, ho passato la mattinata lavorando e covando un’idea in testa che un po’ mi divertiva e un po’ no.
Finalmente dopo pranzo ho pasticciato sul telefono fino all’esultante scoperta che mi ha fatto sentir profeta: sei innamorata di Mauro Corona.
Ecco, l’avevo capito!
Finalmente il Leviatano televisivo ha creato “la femmina di Mauro Corona”, da tempo abbandonato solitario a ringhiare dallo schermo con unica, impossibile compagna, la Bianchina.
Tu eroica sei riuscita a passare attraverso anni di scuola, perfino al liceo scientifico, addirittura ad una laurea! Via, dritta a testa bassa evitando discoteche, gioielli, sushi, attaccata alla fornella col culo della caliera da tormentare col mescol, anni di fabbrica che pure rischiano di oscurare l’anima spontanea, pagine e pagine di Facebook riempite senza sbirciare in quelle degli altri, curva a strapiantar capussi e a carezzare gatti, in montagna sempre da sola, maestra degli autoscatti…niente, hai veleggiato nel mare quotidiano mantenendo intonsa una semplicità degna di una vera donna di montagna.
Ed altro che Heidi, maturando pure una figura slanciata e piacente.
Dove il potente Mauro potrebbe scovare dall’altra parte della realtà una donna degna della sua umana considerazione se non in te, fiore di sorrisi, rigoglio di amore che già trabocca in parole.
Finalmente il Montanaro d’Italia potrà affondare in lombi degni della sua semente, la natura non potrà che esser compiacente alla loro fertilità, inondando la realtà degli schermi dei montanari futuri.
Seppure marginalmente bellunesi, i due, secondo precisi calcoli geodetici, si congiungeranno a metà della via che divide le loro case terrene, e quindi nella val Serpentina, esattamente tra Colderù e Tallandino e daranno vita a copiosa progenie con caratteristiche di timida selvatichezza e ruvida grazia che intratterranno gli Italiani con degne rappresentazioni di cosa siano e come si comportino i montanari.
Grazie alla loro attività di depistaggio noi, montanari reali potremmo continuare a comportarci come persone comuni contemporanee, mangiando sushi, guardando serie televisive, comprando oggetti inutili con carte di credito, pure usando il motosega senza che i foresti ci faccian caso.
Detto questo una curiosità mi resta: come saranno questi figli della montagna?
Con adorazione,
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Disegno ad opera di La Principessa del Pizzocco
