Attualità – 15 gennaio 2024

Le proposte dell’opposizione - La casa delle associazioni e l’emergenza abitativa

Rispetto al bilancio previsionale, i gruppi di opposizione avevano presentato due emendamenti, su temi considerati da loro caldi: l’emergenza abitativa e la situazione della casa delle associazioni.
I due emendamenti, cassati, muovevano poste del bilancio per un totale di circa 80.000,00 euro, rivedendo alcuni stanziamenti previsti nonché stimando in rialzo alcune poste in entrata. Il tutto con il parere favorevole dei tecnici, che avevano approvato la fattibilità degli emendamenti – l’approvazione sul piano tecnico contabile era arrivata dal dirigente del settore finanziario del Comune il 10 gennaio.

Mentre il primo ricavava dalla variazione di talune poste a bilancio 18.900 per la casa delle associazioni alla Luzzo (indirizzabili al pagamento delle utenze del dispendioso stabile per tutto il 2024) il secondo emendamento concerneva l’emergenza casa. La questione abitativa è oggi un tema che forse, al pari di quella energetica, attanaglia e preoccupa tutti i cittadini italiani, non solo feltrini. Un fenomeno che per molti analisti è epocale e riguarda tutto l’occidente. La minoranza in consiglio sottolineava inoltre come, in occasione della discussione in commissione del bilancio previsionale dell’Azienda Feltrina, la crisi abitativa a Feltre fosse stata definita “una bomba a orologeria” dagli stessi responsabili della Azienda. Una notizia, questa, ancor più allarmante se arriva dall’Azienda e non dai giornali o dalle opposizioni.
Ad oggi, gli aspetti critici della questione, per quanto riguarda il feltrino, si associano in prima istanza alle situazioni di morosità incolpevole, agli sfratti, ai pignoramenti immobiliari a seguito della mancata corresponsione delle rate dei mutui, alle vendite all’asta degli immobili a uso abitativo, agli elevati esborsi in denaro per le utenze in edifici energivori o per le spese condominiali degli immobili ERP e ATER. In particolare, per la residenzialità ERP ATER, gli aumenti di tali spese spesso vanificano i canoni di locazione, parametrati sulla fragilità dei soggetti e delle famiglie che hanno accesso all’edilizia residenziale pubblica. Ancora in riferimento all’ATER, va evidenziato come una fetta consistente del suo patrimonio immobiliare per il comune di Feltre si trovi ad ora in una condizione di indisponibilità, in quanto si stanno attuando lavori di efficientamento energetico e di manutenzione straordinaria. Un’altra criticità, la più comune nel resto del Paese e che pesa soprattutto sui giovani e sugli studenti e lavoratori fuori sede, emerge dalla difficoltà trovare sul mercato privato locazioni a uso abitativo con canoni calmierati.

Per cercare di mitigare la crisi determinata dalla questione abitativa e di rallentare l’esplosione di quella “bomba ad orologeria”, l’emendamento “emergenza casa” destinava 61mila euro ad un fondo, che avrebbe potuto successivamente essere ampliato ad anno in corso con altre risorse reperibili da bandi o altre maggiori entrate e/o minori uscite. Infine, va sottolineato che la misura era finanziata in larga parte con maggiori entrate ed inoltre non andava, secondo l’opposizione, a deviare poste di bilancio definibili come urgenti. Una misura pensata per venire incontro a chi riceve solamente la pensione; a chi, in condizioni di morosità incolpevole, non riesce più a pagare gli affitti; ai nuclei familiari cui è riconosciuto lo stato di disagio abitativo. Insomma, ai più deboli. Niente da fare, anche per quest’anno se la vedranno da soli.
Una misura che sembrava importante anche perché, in prospettiva, poteva rivolgersi ai nuclei familiari sotto i 35 anni. Ma si sa, questo non è un paese per giovani.