La scuola è più lontana
La regione dice no al rifinanziamento del trasporto pubblico studenti
L’alunno è stato bocciato ma questa volta è stato il professore a non fare il suo dovere. Regione Veneto respinta all’esame, quindi, senza appello.
Con trenta voti contrari la giunta Zaia ha detto no all’emendamento firmato PD, e partito come proposta dal Consiglio comunale di Feltre nella seduta del 13 giugno, per rifinanziare il piano “Investi Scuola”. In quell’occasione il confronto era stato intenso, tra maggioranza e opposizione, ma alla fine si era ragionevolmente addivenuti a una soluzione condivisa per domandare a Palazzo Balbi lo stanziamento dei fondi necessari a sostenere una misura tanto necessaria quanto urgente: la prosecuzione del progetto per gli abbonamenti di trasporto pubblico a prezzo calmierato per gli studenti delle scuole superiori. Il provvedimento aveva poi aperto la strada all’adesione di altri Comuni bellunesi per essere in finale adottato dalla Provincia con approvazione di tutti i consiglieri, senza eccezioni di colore politico. Avrebbero contribuito in parte il Bim e in parte la stessa Provincia per una quota di circa 500.000 euro. Mancava all’appello la Regione, e le famiglie degli studenti bellunesi avrebbero così potuto affrontare con maggiore serenità l’anno scolastico al via tra poche settimane, continuando ad usufruire del sostegno economico decaduto con l’esaurimento del Fondo Comuni di Confine.
La maggioranza in Regione ha risposto no.
Ha risposto no ai consiglieri dei Comuni e della Provincia di Belluno, compresi quelli di Lega e FdI, ma soprattutto ha risposto no a un intero territorio e a una grande comunità di montagna, penalizzata come accaduto in tante altre occasioni dalla politica, stavolta con particolare gravità, dato che la questione interessa il diritto allo studio e l’economia delle famiglie ad esso collegata. Interessa direttamente la possibilità di migliaia di studenti di raggiungere gli istituti disseminati in provincia. Non è insomma un lusso. E’ una priorità, per il Bellunese molto più che per le altre zone del Veneto.
Senza “Investi Scuola” mancherà al nostro territorio uno dei fondamentali su cui andrebbe disegnata la rete dei servizi al cittadino, ovvero il trasporto scolastico. La speranza è l’ultima a morire, magari qualcuno riuscirà a reperire le risorse necessarie, mentre Agosto è già iniziato.
Per ora è viva una certezza: da Venezia hanno respinto una proposta dal nostro territorio, unanime, di buon senso, indispensabile per la comunità. Abbiamo perso l’autobus, chissà se ne passerà un altro.
