Attualità . 15 gennaio 2024
La giunta fa musigna - IIª sessione di bilancio per l’amministrazione Fusaro
Dopo l’approvazione del bilancio 2024, l’impressione è sostanzialmente questa: la Giunta fa musigna. Erede di un bilancio tutt’altro che catastrofico, autrice, lo scorso anno, di due operazioni (aumento dell’aliquota Irpef per lo scaglione più basso e rinegoziazione di mutui) che tutto sono tranne che liberali (con buona pace del consigliere Slongo), per il momento hanno deciso di accumulare disponibilità, scelta peraltro legittima.
Meno legittimo, dal punto di vista politico e morale, farlo senza una visione complessiva (o tacerla, se c’è). Ma come, assessore Bona: un buon amministratore non dovrebbe programmare bene la sua azione e riuscire non solo a reperire e pianificare le risorse necessarie, ma anche a spenderle tutte entro il proprio mandato? Vorrà perdonare l’uscente amministrazione che Le ha lasciato soldi da utilizzare, per obiettivi che, forse, non rientrano nei Suoi intimi desiderata.
Vuole ampliare la galleria Rizzarda con palazzo Cumano (di proprietà dell’Istituto Carenzoni-Monego)? Perché non ha accettato l’ordine del giorno dell’opposizione, concorde sulla sostanza del progetto, di istituire subito un idoneo capitolo di spesa indicandovi l’opportuno stanziamento? Ah già, perché non lo vuole comprare, semplicemente “acquisire” e, siccome non lo farà sicuramente rubandolo o per donazione del Carenzoni, ecco scoperto il trucco: permuta con altro immobile di proprietà comunale. Perché non dirlo? È una cosa disonesta? Carbonara? Peccato che il Carenzoni, che certo ha la necessità di alienare immobili non strategici, non sappia cosa farsene di altri immobili in cambio.
Bocciati due emendamenti della minoranza, per costituire degli stanziamenti di ca. 80.000 eur. complessivi (su un bilancio di 16.000.000), 60.000 per un fondo emergenza abitativa, 20.000 per le utenze delle associazioni ospitate alla Luzzo; il secondo non va bene, perché discrimina le associazioni. Estendiamone la destinazione a tutte le associazioni: non va bene lo stesso perché ci vuol ben altro per aiutare le associazioni, non mance sulle utenze bensì interventi strutturali, che, traducendosi in misure di efficientamento energetico degli immobili utilizzati, consentano un effettivo e sistematico calo delle relative spese. Idem nel caso del fondo emergenza casa: eh no, ci vuol ben altro, bisogna mappare le necessità, capire il contesto, approfondire le cause del disagio risalendo, magari, alle guerre puniche. Signori, si parlava di contributi simbolici, certo non risolutivi, utili per parare qualche colpo nell’immediato: vorrà dire che, attendendo i risultati dello studio da parte di qualche illuminata task force, chi si trova domani a dover scegliere se pagare l’affitto, la rata del mutuo o la bolletta dell’Enel andrà, magari, sotto un ponte. Potrà, in ogni caso, contare intanto sull’empatia umana della Signora Sindaco.
Controproposta dell’opposizione: che si spendano a tal fine (interventi strutturali organici di efficientamento energetico) le somme eventualmente recuperate dall’esito del contenzioso Italgas; risposta dell’Amministrazione: potrebbe andar bene nel limite di 50.000 eur. Ah… allora fino a 50.000 va bene, di più no, senza programmazione e senza interventi strutturali. Ma l’oggetto dei due emendamenti bocciati non consisteva in 80.000 eur.? C’era poi tutta questa differenza?
La minoranza può, ormai, mettersi il cuore in pace; si è capito che i nostri amministratori vogliono, intanto, costituire un cospicuo tesoretto; per farne che? Al momento non è dato saperlo. Qualsiasi suggerimento della minoranza, brutta, sporca, cattiva (e comunista), che non sa stare al suo posto e si permette di disturbare il manovratore, va respinto preventivamente al mittente. All’opposizione pregiudiziale si è sostituita la maggioranza pregiudiziale; alla minoranza non va riconosciuto nemmeno lo straccio di un minimo formale di correttezza istituzionale. Ogni osservazione è vissuta con evidente fastidio, ogni critica diventa un intollerabile ed irrispettoso attacco, qualsiasi pretesa di controllo un irriverente affronto.
Ma, dobbiamo ammetterlo, l’Amministrazione ha, tutto sommato, ragione, nel suo atteggiamento vittimistico, così di moda in questi ultimi mesi; l’opposizione è migliore, culturalmente e tecnicamente superiore, persino antipatica nella sua supponenza intellettuale. Perde tempo a far politica, pensando che, senza un progetto organico e scelte amministrative conseguenti, senza una visione quanto meno di medio termine, la situazione di Feltre non migliorerà. Invece bisogna essere bravi amministratori, anzi, semplici muratori (ipse dixit); e allora, appena prima delle prossime elezioni, assisteremo, con le risorse accumulate, a chilometri di asfaltature nelle frazioni, al completo abbellimento del centro, a spettacoli pirotecnici, ricchi premi e cotillons, con conseguente plebiscitaria rielezione.
E le minoranze continueranno a mangiarsi il fegato, fuori del potere, senza nessuna possibilità di incidere sulla realtà, salvo che non riescano a cambiare il copione, scardinando il suffragio democraticamente espresso, a suo tempo, a favore dell’attuale maggioranza dalla minoranza di una minoranza degli elettori, egoisticamente chiusa a riccio nelle sue piccole paure e bisogni, spesso delimitate dalla porta di casa.
Del resto, assessore Bona, Feltre è una città modesta, un grande passato e quattro case attraversate da una strada, niente di più. Le opposizioni, nella loro evidente immodestia, non ne meritano il consenso.
MZ
