Attualità – 15 gennaio 2024

La discussione in consiglio

Dieci ore di consiglio comunale possono bastare, soprattutto se si inizia il sabato pomeriggio. È stata dura, per tutti. Soprattutto se si parte con il solito verbale-catastrofico, e giù a litigare. Forse perché fuori inizia il freddo e ci si scalda così.
Si passa alla questione caserme, una partita importante e complessa di cui ci occuperemo nello specifico la prossima settimana, riprendendo le proposte che sono state fatte dalle parti. Ciò che ha lasciato il segno, al termine di questo dibattito, è stato vedere gli alpini andarsene sconsolati verso casa. Insomma, la soluzione di Bona non sembra una gran trovata, ed almeno una cosa è certa ed è stata smentita da chi la proponeva: lì le scuole non si potevano fare né si faranno.

Si passa al Dup, e qui ci sono tante cose belle. Dagli ex carcerati di Zatta a Bona, con quel pasticciaccio brutto di Palazzo Cumano che, non si è ancora capito come, il comune dovrebbe prendere senza pagare. Un arcano su cui indagheremo. Si scoprono buone nuove dalla Colle, su di un Festival delle Scienze – poveri araldi, sconfitti dalle armi dello scientismo! – e sul Teatro de la Sena, di cui si legge: “Organizzazione di rassegne teatrali e concertistiche presso il Teatro de la Sena anche attraverso rapporti di collaborazione e/o convenzionamento con enti pubblici/privati”. Ottimo. Da quando? Con quanti posti? Con quale gestione? Attendiamo.
Generalmente, il dibattito è purtroppo a senso unico, con i consiglieri di maggioranza che parlano il minimo indispensabile, anzi neanche, e non controbattono quasi mai – se non il solo Vettoretto cui va dato l’onore delle armi. Insomma, il solito dialogo tra sordi, tra giunta e minoranza, davanti ad un muro. Un peccato, perché il consiglio comunale serve non solo a deliberare, ma anche a confrontarsi – e confrontandosi, ogni tanto, capita pure di scoprire di andar d’accordo. Ma si sa, noi siamo vecchi rottami democratici, romantici, antistorici. Che cosa serve, ormai, parlarsi? Meglio finire in fretta, votare e non ribattere. Soprattutto se non si sa che cosa.

Sul bilancio è regnato il caos. E qui non sono solo chiacchiere, ma si tratta di soldi. Si è votato tutto e il contrario di tutto. Non è facile riavvolgere il nastro, ma ci proviamo.
L’opposizione presenta due emendamenti che mettono 61mila euro sul Fondo Casa, per agevolare gli affitti, e 18.900 euro per sostenere la Casa delle associazioni alla Luzzo. L’assessore Zatta inizia il suo intervento rilevando che sì, ad oggi il tema casa è uno tra i più importanti. Però… no. L’emendamento non si approva. Non c’entra che è dell’opposizione… quello no. Sull’altro emendamento il parere è ancora contrario, pur se quelle risorse, alle associazioni, facevano comodo. Si vota no perché non sarebbe stato giusto aiutare solo quelle associazioni, e non altre. Non c’entra che la Luzzo sia più dispendiosa…quello no.
Qui, però, comincia un po’ la confusione. Dalla Palma legge un testo solenne in cui raccoglie le sue proposte per… un fondo per la casa, tra cui la costituzione di un fondo economico comunale. Quindi la stessa cosa proposta dalla minoranza. Bene, benissimo!, tuona l’opposizione. Allora, facendo degli emendamenti per costituire il fondo di garanzia (quindi non con quel nome brutto proposto dalla minoranza) e spalmando quei 18mila euro su tutte le associazioni, e non solo quelle alla Luzzo… ecco, questa cosa potrebbe mettere d’accordo tutti. Ci siamo, trovata la chiave. Bastava un po’ di Dalla Palma e un po’ di buon senso. Ora no, non ci dovrebbero più essere problemi. Quindi? Quindi… no. Comunque, no. Non basta mica Dalla Palma. Ora il problema è un intervento strutturale, è una cosa più grande, più grossa, più importante… insomma, no.

Finito il momento amletico, ordine del giorno correlato della minoranza sui tagli del governo. Qui non c’erano dubbi, Meloni non si discute, anche quando toglie i soldi. Hasta la Giorgia siempre! E quindi no, come da copione.

Finché… all’ultimo secondo, verso la fine, che forse ormai era domenica…eccolo lì, Perenzin con un altro odg correlato. Perché non impiegare ulteriori introiti, di un altro capitolo ancora, nella costituzione del fondo casa e nell’efficientamento energetico della casa delle associazioni? Controproposta: sì, va bene, facciamolo, ma sul fondo casa mettiamo fino a 50 mila euro. Ma se appena prima si era detto che non si poteva mettere nessuna cifra? E gli interventi strutturali? Ancora dubbi amletici, ancora essere o non essere, approvare o non approvare… E così alla fine nulla.
Tutto il contrario di tutto. In pallone totale. Ma via, andare.