Attualità – 15 gennaio 2024

Salire al colle, scendere in campo (a piedi)

Abbattere le barriere per accedere alla Cittadella e riprogettare il centro storico è, a quanto pare, uno degli obiettivi a cui si lavora in giunta.
Nel frattempo l’accesso più agevole alla Cittadella è interdetto da un paio d’anni, con due grate di ferro appese alla meglio, che non fanno esattamente bella mostra di sè.
A Feltre ci si è domandati a lungo, infatti, quando l’ascensore sarebbe tornato in funzione, finché l’assessore Bona ha spiegato ai residenti del centro storico, nell’incontro frazionale, che dal primo febbraio si procederà a una riapertura parziale, dal lunedì al sabato, dalle 8.15 alle 19.00.
La domenica e i festivi i lucchetti torneranno a chiudersi.
In tutti questi mesi gli studenti della Biblioteca, i turisti in estate, i cittadini fruitori dei servizi comunali hanno raggiunto la cittadella per le scale oppure pagando i parcheggi, mentre nella loro mente balenava l’interrogativo: perché questa prolungata chiusura?
E anche il Panfilo oggi, passeggiando lungo Campo Giorgio, si è soffermato a riflettere: sarà davvero possibile tornare a usare quel comodo servizio che in pochi secondi e senza dispendio di energie fisiche ci permetteva di arrivare in Piazza Maggiore?
I dubbi addensati attorno all’argomento, del resto, persistono.
Nel Giugno 2022 pareva essere il cantiere del Belvedere la causa della temporanea chiusura, poi a maggio 2023 quel cantiere è stato completato («I lavori al Belvedere sono praticamente finiti, la ditta ha chiesto una proroga di 30 giorni solo per sistemare gli ultimi dettagli», dice Bona. Corriere delle alpi del 2 maggio 2023) ma nel frattempo è subentrato il problema di sicurezza legato ai lavori del Teatro (“O si costruisce una “berlinese” di protezione, ma deve avere determinate caratteristiche di sicurezza, o si tengono ancora chiusi gli ascensori. Nei prossimi giorni faremo una valutazione, il cantiere è stato prorogato di 70 giorni, quindi fino a metà luglio. Io preferirei riaprire gli ascensori a cantiere ultimato, anche perché comunque ci sono attività delicate in vista, come il trasporto con la gru del pesante macchinario per l’areazione del teatro”).
Oggi siamo a Gennaio 2024 e veniamo a sapere, sempre dalla voce dell’assessore Bona, che esiste in ogni caso un ulteriore ostacolo rappresentato da costi gravosi di mantenimento, circa mille euro a settimana. Ma c’è di più: il sistema sarebbe “obsoleto”.
“I costi dell’impianto sono di mille euro a settimana”, si legge in un articolo del 18 dicembre, sempre del Corriere delle Alpi, “e impegna il bilancio per 52.000 euro all’anno”.
Peccato che nel bilancio previsionale 2024-2026 al capitolo 673 alla voce “Spese per la gestione del sistema ascensori” si legge di una dotazione di 30.000 euro.
Ecco spiegato perché i dubbi persistono: il sistema non sarebbe solo obsoleto, ma non ci sarebbero neppure i soldi per farlo funzionare, nemmeno per sei giorni a settimana.
Alla fine il Panfilo non è arrivato in Piazza Maggiore. Troppo dura la salita, e troppo grave il turbamento causato da simili ragionamenti sull’ascensore: vecchio, costoso e pericoloso.
E’ tornato a casa maledicendo l’amministrazione Perenzin per questa grana che avrebbe lasciato in eredità alla città.

Simone Cassol
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