IL METAVERSO
Una guida in pillole
Tutti ne parlano, c’è chi vuole costruire una versione tutta sua, chi dice che non esista e chi lo vuole salvare.
Ma che cos’è il metaverso?
Una guida in pillole su quello che molti definiscono il successore di Internet.
Possiamo iniziare con il dire che è molto difficile dare una definizione univoca. “Metaverso” infatti è una parola chiave molto calda e dibattuta nel mondo della tecnologia, e come tutte le parole chiave di questo tipo, la sua definizione può essere confusa, contestata e rimodellata a seconda di chi la utilizza. Possiamo provare a definirlo come uno spazio collettivo, costituito dalla convergenza della realtà fisica virtualmente potenziata con uno o più spazi virtuali persistenti. In questo luogo le persone possono lavorare, giocare, acquistare beni, socializzare, ed in breve, fare le cose che gli umani amano compiere insieme nella vita reale. O su internet.
I sostenitori del metaverso spesso si concentrano sul concetto di “presenza” come fattore determinante: sentirsi come se fossimo davvero lì e sentire come se anche le altre persone fossero davvero lì con noi. Questo è possibile grazie all’implementazione di tecnologie come i visori VR, ossia di realtà virtuale, o AR, specifici per la realtà aumentata, che permettono agli avatar del metaverso, rappresentazioni virtuali degli utenti, di interagire sia tra di loro che con l’ambiente circostante.
Per chi non è un addetto ai lavori, la differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata può sembrare sottile, ma in verità è piuttosto evidente. Nella realtà aumentata è possibile vedere l’ambiente in cui troviamo, arricchito però da tutta una serie di informazioni virtuali che vengono sovrapposte al nostro campo visivo. Un esempio lampante può essere la possibilità di vedere la strada segnata da Google maps direttamente sul nostro parabrezza mentre stiamo guidando. In altre parole si tratta di informazione digitale sovrapposta al mondo fisico. La realtà virtuale invece, crea un mondo totalmente nuovo che non esiste da nessun’altra parte se non in un formato puramente informatico. Un esempio lampante possono essere i giochi di simulazione in realtà virtuale. Grazie a questi dispositivi possiamo ritrovarci su una macchina di formula uno e provare le stesse esperienze dei piloti. Sensazioni che vengono potenziate ed amplificate da strumenti specifici come un simulatore fisico che riproduce ogni singolo aspetto della postazione del pilota, vibrazioni del veicolo comprese.
C’è da sottolineare però che allo stato attuale, non possiamo parlare di un unico metaverso bensì di più metaversi. Ognuno di questi infatti è caratterizzato da diverse regole proprie che possono variare in base alle decisioni della compagnia che ha creato la piattaforma di turno su cui ci ritroviamo. Ad esempio, per accedere al metaverso di Meta, viene richiesto un account Facebook ma anche il visore VR Quest di Oculus, mentre la piattaforma Decentraland esige il possesso di un wallet per criptovalute, dato che in questo ambiente viene utilizzata la criptovaluta MANA per eseguire transazioni di ogni genere (perfino per acquistare terreni virtuali). Fortnite invece, non richiede nemmeno l’utilizzo di visori specifici, è sufficiente possedere uno smartphone o un PC per poter accedere.
Insomma, siamo ancora ben lontani dall’idea di metaverso come un’unica rete aperta, interconnessa ed interoperabile come lo è internet adesso.
Quest’ultimo concetto di metaverso va oltre i mondi virtuali che conosciamo, ed è facile intuire perché tutti pensano che sia così importante. Più che verso una visione per il futuro o una nuova tecnologia, questo concetto guarda al passato e alle ormai banali tecnologie di Internet e degli smartphone, e presuppone che sarà necessario inventare qualcosa di nuovo che le sostituisca. Sono in molti ormai a descriverlo come “una sorta di stato successore dell’Internet mobile”. Ricordate quando gli smartphone hanno rivoluzionato la tecnologia, l’economia e la società stessa?
L’idea in questo caso è che il metaverso sarà un’unica rete aperta, interconnessa ed inteoperabile come lo è internet adesso, in cui le persone potranno vivere, studiare, acquistare, lavorare, socializzare, ed in generale avere tutta una serie di esperienze totalmente immersive.
La strada è ancora lunga certo, ma è innegabile che il metaverso sarà presto una realtà permeante tanto quanto se non più di internet e dei social network per come li conosciamo.
