Il Panfilo nel mondo – 8 gennaio 2024
Hera, 2026 - La difesa planetaria inizia dal prossimo ottobre
Il Panfilo nel mondo prosegue il suo viaggio nel futuro e arriva… nello spazio. È il 2026, quattro anni dopo l’impatto e due dopo l’inizio della missione. Siamo nel sistema binario di Didymos, “a bordo”, si fa per dire, della sonda Hera.
Di cosa stiamo parlando? Della prima missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) per la difesa planetaria. La missione inizierà ad ottobre di quest’anno, e sarà un’altra delle date da segnare in agenda di questo 2024. La missione è diretta nel luogo in cui nell’autunno 2022 si verificò l’impatto della sonda Dart (della Nasa) contro un piccolo asteroide, una roccia di circa 177 metri, chiamato Dimorphos. Ma di quale impatto stiamo parlando? Dart era una sonda, un impattatore cinetico, che venne schiantato alla stregua di un proiettile contro la superficie dell’asteroide Dimorphos, nel sistema binario di Didymos. L’obiettivo di scagliare questa sonda-proiettile era quello di testare una prima difesa planetaria, la prima prova tecnica nella storia dell’umanità. Se infatti, com’è già accaduto e come abbiamo visto in tantissimi film, un asteroide dovesse minacciarci entrando in rotta di collisione con la Terra, potremmo mai riuscire a deviarne la traiettoria? L’esperimento Dart serviva proprio per testare questo, e riuscì: la sonda cambiò l’orbita dell’asteroide. Si tratta ora, a due anni di distanza, di studiare ogni aspetto dell’impatto, di andare a verificare “sul campo” ciò che è successo, per migliorare sempre più questa tecnica di difesa planetaria. Questa la missione della sonda europea Hera, i cui componenti sono in fase di test. La sonda partirà il prossimo ottobre ed arriverà sul luogo dell’impatto nel 2026.
C’è ovviamente anche un po’ di Italia in tutto ciò, in particolare per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, necessari per alimentare la sonda, che hanno da poco completato positivamente tutte le sperimentazioni del caso (ad esempio, tra i test, oltre ai deployment test e la “campagna meccanica”, vi è la collocazione in una camera sottovuoto che raggiunge i -140°C, dove i pannelli devono continuare funzionare). I pannelli, realizzati da Leonardo nel milanese, sono dotati complessivamente di 16mila celle solari che occupano una superficie di 14 metri quadri e si muoveranno in direzione del sole grazie ad una struttura realizzata dall’azienda Beyond Gravity.
Dunque, attendiamo il lancio di Hera l’ottobre 2024. Quando le augureremo buon viaggio, per gli oltre 450 milioni di chilometri che in due anni percorrerà verso Didymos e per gli studi sul piccolo Dimorphos.
Chissà, intanto, che ne sarà di noi quaggiù.
