Attualità – 28 marzo 2025

Figli d’Italia - Verso il referendum

L’8 e il 9 giugno abbiamo la possibilità di decidere se l’Italia sarà un Paese più giusto o se continuerà a negare diritti fondamentale a milioni di persone, e a Feltre vogliamo fare la nostra parte per contribuire a un risultato che sarebbe storico.

Chi nasce, cresce, studia e lavora qui può restare senza cittadinanza per oltre dieci anni, escluso dalla vita politica, sociale ed economica del Paese che è già casa sua. Dunque, votare SI significa cambiare questo stato di cose, e contrastare la retorica di chi usa il patriottismo come scusa per non accettare una realtà che già è cambiata.

L’obiettivo del referendum è di far dimezzare da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza (che, una volta ottenuta, sarebbe trasmessa ai propri figli minori: in tutto circa 2,5 milioni di persone).

Per raggiungerlo, tecnicamente il quesito mira a modificare l’articolo 9 dell’attuale legge sulla cittadinanza, la numero 91/1992, che si basa sul cosiddetto ius sanguinis (il diritto di sangue).
Sulla scheda, i cittadini leggeranno dunque questa domanda:

«Volete voi abrogare l’art. 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione”; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: “f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.”, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”?».

L’identità non è solo un fatto di sangue o di documenti, ma si costruisce attraverso il vissuto, l’educazione e i legami che sviluppiamo con la società in cui viviamo. Per questo, oggi più che mai, è importante sostenere il referendum e riconoscere il diritto di cittadinanza a chi è nato e scolarizzato in Italia. Pensiamo a quei bambini nati e cresciuti in Italia, che frequentano le scuole italiane, che giocano nei parchi italiani, che fanno sport nelle nostre società, che tifano per le nazionali italiane, che leggono i racconti di Rodari, Piumini e Collodi. Sono italiani nel cuore, nella cultura, nella lingua, nella quotidianità, eppure, ad oggi non hanno diritto alla cittadinanza nel Paese in cui vivono e studiano fino ai 18 anni. È come se, nonostante tutto il loro impegno e amore per l’Italia, venissero considerati stranieri.
Ma loro sono l’Italia di domani!

Come Associazione da qui all’8 giugno ci impegneremo a sostenere la campagna per il SI e lo facciamo da subito rivolgendoci a tutte e tutti i cittadini Feltrini e Bellunesi, chiedendo loro di prepararsi ad andare a votare. Perché questa legge non è a beneficio di una parte ma del nostro Paese, dei suoi valori e del riconoscimento pieno della nostra Costituzione.

Redazione
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