Recensioni - 22 gennaio 2024

Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo

Di Hans Rosling

Rizzoli
Anno 2018

Abbiamo pochi dubbi! Il mondo va di male in peggio: guerre, violenza, epidemie, sciagure di ogni genere. Poveri che diventano sempre più poveri e ricchi che diventano sempre più ricchi, ignoranza che dilaga, risorse naturali che vengono a mancare …

Allora aprite Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo (Hans Rosling, Rizzoli 2018) e rispondete ad un breve quiz di 13 domande a risposta multipla per valutare la conoscenza del lettore riguardo il mondo che ci circonda, che coprono una vasta gamma di argomenti, tra cui la povertà, la salute, l’energia, l’istruzione e la popolazione mondiale.

Com’è andata? Avete fatto molti errori? Avete tirato a indovinare spesso? Se sì, fatemi dire due cose per consolarvi.
Primo, quando avrete finito questo libro, ve la caverete molto meglio. Non perché vi avrò costretti a sedervi e a memorizzare una sfilza di statistiche internazionali (sono un docente di salute globale, ma non sono pazzo), bensì perché avrò condiviso con voi una serie di semplici strumenti di pensiero che vi aiuteranno a interpretare correttamente il quadro generale e a capire meglio come funziona il mondo, senza dover conoscere tutti i dettagli.
Secondo, se avete fatto una figuraccia nel test, siete in ottima compagnia.
Negli ultimi decenni ho rivolto centinaia di domande analoghe su povertà e ricchezza, crescita demografica, nascite, morti, istruzione, salute, generi sessuali, violenza, energia e ambiente – schemi e tendenze globali di base, insomma – a migliaia di persone in tutto il pianeta. I test non sono complicati e non ci sono domande trabocchetto. Uso solo fatti ben documentati e incontestati. Eppure la maggior parte degli interpellati prende degli incredibili abbagli.

Ma Rosling sa essere ancora più impietoso:

Immaginate che vada allo zoo per testare le domande sugli scimpanzé…
Se lo facessi (non lo farei mai, ma è tanto per fare un’ipotesi), gli scimpanzé, scegliendo a casaccio, batterebbero di gran lunga gli esseri umani istruiti ma illusi che si sottopongono al test. Per pura combinazione, gli animali totalizzerebbero il 33 per cento in ciascun interrogativo con tre risposte, o quattro punti su dodici nell’intero questionario. Ricordate che le persone ne ottengono, in media, soltanto due.
Per di più, gli errori degli scimpanzé si dividerebbero equamente tra le due risposte sbagliate, mentre quelli degli esseri umani tendono ad andare tutti nella stessa direzione. Ogni gruppo di partecipanti pensa che il mondo sia più spaventoso, più violento e più irrecuperabile – in breve, più drammatico – di quanto sia in realtà.

Quella di Rosling, un illustre medico svedese esperto di sanità globale, è una esplorazione magistrale delle nostre concezioni errate sullo stato del mondo, un viaggio illuminante attraverso le tendenze globali, una sfida ai pregiudizi radicati e ai miti diffusi, condotta impiegando una ricca combinazione di dati, aneddoti ed esperienze personali per ridefinire la nostra comprensione della realtà.

Il tema dominante del libro è il concetto di progresso, un concetto che Rosling sostiene venga spesso trascurato nel nostro discorso sul mondo. Attraverso un esame meticoloso di vari indicatori, dalla salute alla povertà, Rosling dipinge un quadro di un mondo che ha compiuto progressi notevoli. Evidenziando questi trend positivi, mette in discussione la narrazione prevalente di sventura, esortando i lettori a riconoscere i progressi e utilizzarli come catalizzatore per ulteriori cambiamenti positivi.

Passo dopo passo, anno dopo anno, il mondo migliora. Non da ogni singolo punto di vista ogni singolo anno, ma in generale sì. Nonostante le enormi difficoltà abbiamo fatto progressi straordinari. Questa è la visione basata sui fatti.
È la concezione iperdrammatica a orientare il pubblico verso le risposte più pessimiste e più negative alle mie domande. Le persone si riferiscono costantemente e intuitivamente alla propria visione della realtà quando ragionano, fanno ipotesi o si informano sul mondo. Perciò, se la vostra concezione è sbagliata, farete sistematicamente supposizioni sbagliate. Questa concezione iperdrammatica, tuttavia, non dipende solo dalle conoscenze obsolete, come credevo una volta. Anche coloro che hanno accesso alle informazioni più aggiornate interpretano male il mondo, e sono convinto che non sia colpa dei media malvagi, della propaganda, delle notizie false o dei fatti errati.

La forza di “Factfulness” risiede non solo nella sua rigorosa analisi, ma anche nella sapiente narrazione di Rosling, che combina senza sforzo dati statistici con narrazioni personali, creando un racconto informativo ed emotivamente risonante. Questo approccio umanizza i numeri, rendendo le informazioni accessibili e pertinenti, sottolineando infine il messaggio centrale del libro: una comprensione più accurata del mondo richiede una combinazione armoniosa di analisi basata sui dati e narrazione empatica.

Sono diversi i fattori che ci portano a dare risposte sistematicamente distorte alle domande su temi globali.
Fra questi cito:
Pregiudizi e Stereotipi: Le persone sono spesso influenzate da stereotipi e pregiudizi radicati che hanno accumulato nel corso del tempo. Questi preconcetti possono portare a interpretazioni distorte dei fatti e a risposte basate su percezioni sbagliate piuttosto che sulla realtà.

Negatività: Rosling sottolinea come i media spesso concentrino la loro attenzione su eventi negativi e catastrofici. Questo costante flusso di notizie negative può creare una visione distorta della realtà, facendo sembrare che il mondo stia andando sempre peggio, nonostante i miglioramenti effettivi in molte aree.

I media non hanno tempo da perdere con notizie non in grado di insinuarsi attraverso il filtro dell’attenzione.
Ecco un paio di titoli che non supererebbero il direttore di un giornale, perché avrebbero poche probabilità di superare il filtro: «CONTINUA LA GRADUALE DIMINUZIONE DEI CASI DI MALARIA», «IERI I METEOROLOGI HANNO AZZECCATO LE PREVISIONI: OGGI BEL TEMPO A LONDRA». Ed ecco alcuni argomenti che sfondano facilmente la barriera del filtro: terremoti, guerre, rifugiati, malattie, incendi, inondazioni, attacchi di squali, attentati terroristici. Questi eventi insoliti fanno più notizia di quelli ordinari, e gli episodi eccezionali di cui i media ci tempestano imprimono immagini nella nostra mente. Se non prestiamo estrema attenzione, ci convinciamo che l’insolito sia solito, che il mondo funzioni così.
Per la prima volta nella storia del pianeta, esistono dati su quasi ogni aspetto dello sviluppo mondiale. Eppure, a causa degli istinti drammatici e del modo in cui i media devono sfruttarli per suscitare il nostro interesse, continuiamo ad avere una visione iperdrammatica della realtà. Tra tutti gli istinti drammatici, sembra che sia quello della paura a stabilire quali informazioni vengono selezionate dai produttori di notizie e presentate a noi consumatori.

Semplificazione e Generalizzazione: Le persone tendono a semplificare e generalizzare informazioni complesse per renderle più facili da comprendere. Questo processo può portare a una visione eccessivamente pessimistica o ottimistica della realtà, a seconda delle narrazioni dominanti.
Tendenza a focalizzarsi sulle eccezioni: Rosling evidenzia come le persone siano inclini a ricordare e dare maggiore peso alle eccezioni anziché alla norma. Questa tendenza può portare a percezioni distorte basate su eventi isolati anziché su tendenze più ampie e rappresentative.
Mancanza di informazioni attuali: Spesso le risposte distorte sono il risultato di informazioni obsolete. Le persone potrebbero basare le loro risposte su dati che non riflettono la situazione attuale, trascurando miglioramenti reali nel mondo.
Mancanza di conoscenza statistica: La mancanza di competenze statistiche può portare a una valutazione inaccurata dei dati. Rosling sottolinea l’importanza di comprendere le statistiche di base e di evitare giudizi basati su intuizioni non supportate da evidenze numeriche.
Un contributo degno di nota di Factfulness è la classificazione del mondo in quattro livelli di reddito. In questo modo, smantella la tradizionale dicotomia tra nazioni sviluppate e in via di sviluppo, offrendo una prospettiva sfumata sulle realtà economiche globali. Questo approccio sfumato non solo sfida gli stereotipi, ma spinge i lettori a rivalutare le loro supposizioni sulla distribuzione della ricchezza e della prosperità in tutto il mondo.
Le esperienze di Rosling nel lavoro in varie parti del mondo conferiscono al libro autenticità. I suoi incontri diretti con diverse culture e comunità aggiungono profondità alla narrazione, sottolineando l’importanza del riconoscere l’umanità dietro ai numeri. Gli aneddoti servono come potenti illustrazioni della complessa interazione tra le tendenze globali e le vite individuali, rafforzando l’idea che una comprensione completa del mondo richieda sia un’analisi quantitativa che una profonda comprensione delle storie umane.

Factfulness è un libro veramente capace di cambiare il modo in cui vedete il mondo e ne interpretare i cambiamenti.
E, se siete troppo pigri per sorbirvi le 363 pagine del libro (che però, vi assicuro, scorrono più fluide di un romanzo d’avventura), andate a vedervi su questo sito:
https://www.ted.com/talks/hans_rosling_the_best_stats_you_ve_ever_seen?referrer=playlist-the_best_hans_rosling_talks_yo&autoplay=true&subtitle=it una delle conferenze che ha tenuto al TED Talk. Perché Rosling era anche un comunicatore straordinario ed ha veramente rivoluzionato il modo di presentare i dati e le statistiche.

Pier Paolo Faronato
Autore