Attualità – 18 marzo 2024
Elezioni provinciali - Vincitori sconfitti, sconfitti vincitori e…
Finalmente sono terminate le provinciali, anche se per alcuni questo è solo l’inizio. Quelle che abbiamo definito le non elezioni provinciali hanno decretato un sostanziale stallo, se non un quasi pareggio. 5 seggi al centrodestra, 3 al centrosinistra e 2 ai cosiddetti civici. La destra sperava, ed aveva tutti i numeri per farlo, di fare 6 consiglieri ed aggiudicarsi la maggioranza del consiglio. I civici, invece, contavano di superare il centrosinistra, ma non ce l’hanno fatta. Il centrosinistra puntava a non farsi superare dalla terza lista e sperava nella debacle della destra, com’è per certi versi stato. Quindi, fin qui, sebbene la maggioranza relativa dei seggi sia della destra, si può dire che il centrosinistra sia la compagine a cui è andata meglio. Ma anche ai civici non è certo andata male. Benché infatti non siano riusciti a superare Futura, la terza lista si impone come un cuneo determinante tra le due parti, che può indirizzare sul pareggio 5-5, o sulla vittoria delle destre, 7-3. Cosa sceglieranno? Probabilmente sarà dirimente l’orientamento di Padrin che finora fa appello all’unità. Se si dovesse scegliere in base ai programmi, quello delle sinistre è abbastanza chiaro, in particolare su Olimpiadi, infrastrutture, sanità: ancora, Padrin ed i civici cosa sceglieranno? Ma questi scenari appartengono al poi ed ai giorni che verranno. Concentriamoci su quanto avvenuto tra sabato e domenica ed analizziamo il voto.
Dal punto di vista territoriale le terre alte sono sottorappresentate. L’Agordino passa da 2 a 0 consiglieri ed anche l’olimpionica Cortina resta a secco. Catastrofe nella parte meridionale della provincia. Un solo consigliere per il feltrino, di Fonzaso. È invece l’anno dell’Alpago, che supera pure Belluno 3 a 2. Insomma, già da qui, si capisce che non è stata un’elezione qualunque.
Tra gli amministratori eletti, da 8 sindaci si passa a 4. Cinque donne e cinque uomini nel nuovo consiglio, buon segnale per la parità di genere.
Questi i dati neutri più interessanti. Ma il dato politico, lista per lista?
Partiamo dai vincitori sconfitti: il centrodestra. La lista Progetto Dolomiti elegge Silvia Calligaro, Marzio Sovilla, Massimo Bortoluzzi, Donatella De Pellegrin e Alberto Peterle. Un totale di 241, che rispetto al punteggio ponderato significano 41.239 punti. Un risultato al di sotto delle aspettative, che segnala tanto i limiti evidenti della strategia della Lega Nord quanto la guerra interna ai partiti della destra. La Lega, forse pensando di fare un consigliere in più, disperde troppi voti e così salta Alberto Vettoretto e con lui la rappresentanza di Feltre in consiglio comunale. Una cosa mai vista e impronosticabile. Se gli ordini di scuderia tra le segreterie di partito imponevano il voto sul candidato di partito nei rispettivi comuni, secondo i nostri calcoli a Feltre a Vettoretto è mancato un voto. Un franco tiratore all’interno della maggioranza? Di questo ci occuperemo martedì prossimo, in Romanzo elettorale. Ad ogni modo, escluso anche il franco tiratore, troppi voti leghisti sono andati dispersi nei comuni più piccoli, ed il consigliere feltrino non è stato eletto per meno di 400 voti ponderati dei suoi. Non una grande strategia, da parte della segreteria provinciale, soprattutto se considerato che la Lega ha ottenuti più voti di tutti. Forza Italia fa vedere i muscoli più agli alleati leghisti che agli oppositori, mentre Fratelli d’Italia confessa la delusione per la mancata maggioranza assoluta. Come si articoleranno, nei prossimi giorni, i rapporti all’interno delle destre, in particolare tra Lega da una parte e Fratelli d’Italia e Forza Italia dall’altra? Considerato il risultato ed il peso dei sindaci in queste elezioni, di una cosa si può essere certi: la componente civica all’interno della destra conta pressoché zero.
Dopo i vincitori sconfitti ci sono gli sconfitti vincitori: il centrosinistra. Futura elegge Sindi Manushi, Mario De Bon e Simone Deola. Il totale dei voti ammonta a 119, il ponderato a 24.079. Un buon risultato per chi è minoranza sia a Belluno sia a Feltre, e che ha visto negli ultimi mesi la scalata dei civici, più o meno dall’interno. Anche qui, non sono mancati certo franchi tiratori e creature mitologiche simili. Ma di questo, ancora, rimandiamo a Romanzo Elettorale. Quali le suggestioni e le analisi che possiamo fare a caldo? I civici hanno sicuramente rosicchiato molto, in particolar modo a Ponte nelle Alpi e a Sedico. Come affronteranno al loro interno, od all’interno dei singoli partiti del centrosinistra, defezioni più o meno riconducibili ad un’ala centrista-terzalista? A quando, detta come va detta, la resa dei conti? Chi vivrà vedrà.
Infine, c’è chi non è né sconfitto vincitore né vincitore sconfitto, ma al tempo stesso è sia l’uno sia l’altro. Ormai quasi magici, funambolici, ecco i civici. Da una parte vincono perché saranno determinanti, dall’altra perdono perché non superano il centrosinistra, con l’aggiunta di non vedere eletto il proprio capolista Camillo De Pellegrin, un po’ uno smacco. Ad ogni modo, i due eletti sono due donne: Vanessa De Francesch e Matilde Vieceli. Sulle spalle di quest’ultima, unica feltrina, il peso di prendersi cura di tutto il feltrino in consiglio provinciale. Auguri. I voti totali sono 119, ma con soli 19.194 ponderati. È sempre buona la prima quando si rompe il bipolarismo, soprattutto se in piccolo, ma ora si tratterà di scegliere una parte. Ops, scegliere… è politica?
