Democrazia
Di Gherardo Colombo
Ed. Bollati Boringhieri, Collana Sampietrini
Anno 2011
“E' essenziale, io credo, parlare di democrazia con chi nella vita è occupato in altro, svolge una professione, un lavoro per i quali il modo di organizzare la società non fa parte dei ferri del mestiere e ne ha quindi notizie indirette, vaghe, approssimative”.
Questo è un libro sul significato di un solo termine, che è anche il titolo in copertina. La copertina è bianca, il libro è breve. Lo si potrebbe leggere in un’ora, se non fosse che ogni riga va soppesata per comprenderla appieno, ed è importante farlo con pazienza ed attenzione perché in fondo questo è un libro per fare chiarezza. Democrazia è infatti un sostantivo usato ed abusato, la cui origine è però tanto lontana quanto complessa è la sua sostanza è , per cui andare dentro i suoi significati diventa un esercizio essenziale per capire dove ci troviamo oggi. Questo vuol dire interrogarsi sul tipo di comunità che abitiamo, quali sono le regole che caratterizzano (o che dovrebbero caratterizzare) lo stare insieme, come è stata concepita e si è sviluppata la forma di governo che ci siamo dati, come funzionano i meccanismi in cui ogni cittadino, nella collettività, si trova ad operare. Se da un lato possono sembrare domande da educazione civica, dall’altro è evidente che un ripasso dei fondamentali sia oggi fortemente necessario, anche perché le parole ripetute tante volte tendono magari a svuotarsi, ancor più se sono astratte.
Così Democrazia è un termine che sembra aver bisogno di punti, confini, esempi, contestualizzazioni, per precisarsi e imporsi in tutta la sua importanza, nella vita del nostro Paese e nella vita di ciascun cittadino. Gherardo Colombo ha pubblicato nel 2011 questo saggio per Bollati Boringhieri, nella collana Sampietrini.
“Sampietrini sono i blocchetti usati per lastricare le strade e le piazze, che sono la base, che non stanno in cielo, come non stanno in cielo le idee, grazie alle quali ci orientiamo nel cammino”.
Ecco allora che Gherardo Colombo ci illustra la Democrazia in quanto bussola per orientare le nostre azioni di cittadini. Lo fa in quattro sezioni: forma, scopo, sostanza ed esercizio, e lo fa tracciando, con chiarezza di linguaggio e di contenuti, quei principi che rendono la nostra forma di governo un esempio imperfetto, fragile, esigente ma comunque irrinunciabile come garanzia di tutte le libertà. Spingendosì in profondità, nella storia e nella filosofia di questo concetto, si può realizzare che diritto e dovere sono termini dai connotati ben precisi, che risiedono in luoghi della vita e della società individuati, e che si riempiono di significato proprio quando collocati nella rete della comunità. Si capisce anche che solo nell’interpretazione consapevole e attiva del ruolo che ciascuno di noi occupa, può dirsi pienamente compiuto il cosiddetto “governo del popolo”. Nessuno può chiamarsi fuori, o meglio nessuno dovrebbe farlo. Per questo, letto il libro, potrà forse sfuggire qualche dettaglio o nozione tecnica ma i nodi del discorso rimarranno ben fissati, coinvolgeranno a livello emotivo, addirittura eserciteranno fascino. Per quanto mi riguarda, e mi piace pensare che potrebbe accadere a moltissimi lettori, ho avuto voglia, chiusa l’ultima pagina, di andare a votare.
