Attualità – 5 febbraio 2024

Antichi sfratti - Feltre e l’emergenza casa

Non si contano le proposte di emendamento che in questo anno e mezzo l’opposizione ha avanzato e la maggioranza ha respinto. In parte è il gioco consiliare, in parte, come nel caso qui esaminato, non se ne capiscono le ragioni. Anche perché quasi sempre il NO è espresso seccamente, nella ipotesi migliore con motivazioni confuse e confusionarie che rimandano istanze, che sembrerebbero impellenti per la città, a qualche futuro prossimo.

Parliamo qui dell’emendamento sulla cosiddetta emergenza abitativa, discusso nell’ultima seduta del 10 gennaio, che descriveremo nei suoi caratteri essenziali, di fronte ai quali l’assessore Maurizio Zatta ha risposto prima dicendo che al momento ci sono gli strumenti di contrasto sufficienti, poi che se si presenterà l’emergenza si costituirà un fondo, infine che andrà a vedere se nel 2015 l’amministrazione allora in carica aveva fatto qualcosa di fronte allo stesso problema. Uno specchio riflesso istituzionale che chi segue i consigli comunali feltrini ha imparato ad ascoltare su ogni tema.

Ma mentre aspettiamo la mappatura del fenomeno per agire in modo strutturale, come accennato dallo stesso assessore, il dramma della residenzialità nella nostra provincia è alle porte. I dati negativi che si prospettano, col 40% degli affittuari da considerare come povero o con un futuro lavorativo incerto, con la riduzione delle case affittate (meno 880 unità negli ultimi dieci anni) e quindi la mancanza di spazi per chi fosse interessato a lavorare qui, con l’aumento dei costi per il mantenimento delle abitazioni e il caro affitti, esprimono l’altissima probabilità che una crisi possa esplodere. È scritto non solo nelle tendenze appena esposte ma si tratta di un timore che la stessa Azienda per i Servizi alla Persona avverte come urgente. In questa direzione si è andati con la proposta dei gruppi di minoranza, tesa a ricavare una quota di oltre 60.000 euro come contributo per il 2024 in favore delle seguenti categorie: inquilini morosi incolpevoli, inquilini che godano unicamente di un reddito proveniente da pensione, nuclei familiari in stato di disagio abitativo.

Il fondo sarebbe stato in sintesi così composto: minori uscite derivanti da attività culturali, incarichi professionali relativi al patrimonio dell’ente, spese per utenze servizio idrico integrato ed altre spese per servizi e stabili comunali (previste tra l’altro con un aumento di 7.000 euro dal bilancio di previsione 2024 rispetto al 2023), e da maggiori entrate frutto dell’introduzione di un nuovo autovelox mobile, con conseguente introito in termini di sanzioni.

Le cifre evidenziate sono parse congruenti, al punto da aver acquisito il parere complessivamente favorevole del settore economico finanziario comunale. Non è bastato questo dato, non sono bastate le argomentazioni. Del resto, la maggioranza non sembra troppo intenzionata ad approfondire i confronti, se è vero, come rilevano i consiglieri di opposizione da mesi, che in conferenza di capigruppo quasi mai si portano in discussione proposte sostanziali, e che più spesso le proposte arrivano apparecchiate direttamente in Consiglio.
Sarà anche il gioco consiliare ma, a forza di NO, l’impressione che si ha è che Feltre effettivamente saprà presto tornare a tempi andati, certamente antichi, non si sa quanto fasti.

Simone Cassol
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