Attualità – 5 febbraio 2024
Mi Salvini chi può - Rebus Provinciali, sotto il segno di Pedro
Nel cielo della nostra provincia i pianeti si stanno allineando fino a disegnare una costellazione luccicante di sorrisi e braccia spalancate: è il segno di Pedro.
Ci sono infatti una serie di fattori zodiacali che intrecciandosi stanno collezionando un assist clamoroso a Roberto Padrin, in grado di fargli segnare il suo gol più sorprendente: continuare ad essere il Presidente della Provincia fino alla scadenza di questo mandato, senza dovervi rinunciare anzitempo. Il tutto sta nella complessità della legge Delrio e, soprattutto, nell’approvazione avvenuta in queste settimane del terzo mandato per i sindaci sotto i 15mila abitanti. Una partita politica caotica, l’unica di cui ci si sta occupando davvero in provincia, e con pochi giocatori a sapersela giocare davvero. Padrin è stato un grande terzino sinistro e quindi la palla per insaccare non poteva che arrivargli da destra. Questa palla si chiama terzo mandato, e a crossare è stato Salvini.
Ma andiamo per gradi, perché non è semplice comprendere né le regole, né le logiche.
Anzitutto: cosa, chi, quando e come si vota
Si vota il Consiglio provinciale e non il Presidente della Provincia.
Il Presidente rimane in carica per 4 anni; il consiglio provinciale, invece, ha durata biennale.
Per il consiglio si voterà sabato 16 marzo 2024, tra le 8 e le 20; le liste dei Consiglieri possono essere presentate all’Ufficio elettorale presso la sede della Provincia di Belluno sabato 24 febbraio 2024 e domenica 25 febbraio 2024. Perché le liste dei consiglieri siano valide, è necessario che esse siano composte da un numero minimo di 5 ad un massimo di 10 candidati e che vi sia una rappresentanza di entrambi i sessi non superiore al 60% del numero di candidati. A ciò si aggiunge infine la necessità che esse siano accompagnate dalla sottoscrizione di un numero di elettori (sindaci e consiglieri in carica) pari al 5% del corpo elettorale attivo. Rispetto a tale sottoscrizione, i candidati non possono sottoscrivere né la propria lista né altre liste.
Chi vota? L’elezione non è di primo ma di secondo grado e quindi non coinvolge i cittadini bellunesi bensì i consiglieri comunali di tutti i comuni della provincia. Di quanti consiglieri è formato il consiglio provinciale, invero quanti potranno essere eletti? 10. Il consiglio provinciale ha potere di sfiduciare il Presidente della Provincia? No. L’unico atto possibile per il Consiglio di minare la presidenza sarebbe la bocciatura del bilancio, una circostanza affatto diversa dalla sfiducia.
Come si vota? Una delle particolarità di questa elezione di II grado è la modalità di voto, o meglio il conteggio dei voti. Il peso di un voto cambia a seconda del consigliere che lo esprime, ovvero il voto di un consigliere comunale di un comune varia a seconda del numero degli abitanti di quel comune. Perciò il peso ponderato del voto di un consigliere comunale di Belluno vale più di tutti gli altri, in ragione del numero di abitanti del capoluogo. Seguono Feltre, Borgovalbelluna e Sedico. Poi Santa Giustina e giù fino ai comuni più piccoli. Pertanto, a determinare l’esito del voto sono di fatto i comuni più grandi. Come si dice, “proporzionale o barbarie”.
Riassumendo: entro il 25 febbraio sapremo i nomi delle liste e dei candidati, tra consiglieri comunali o sindaci in carica; il 16 marzo tutti i consigli comunali si riuniranno per eleggere i 10 membri del consiglio provinciale.
Cosa c’entra la decisione sul terzo mandato?
La decisione sul terzo mandato dei sindaci è la parte fondamentale del racconto, in quanto permette a Padrin, qualora lo volesse, di ricandidarsi a sindaco di Longarone il prossimo giugno. Ad ora, stando alla stampa, Padrin dice che ci sta pensando, e che la notizia arriva proprio nel momento in cui stava pensando di lasciare. Nell’ipotesi (certa?) della sua rielezione, rimarrebbe a Palazzo Piloni fino alla fine del suo mandato quadriennale, quindi fino a dicembre 2025.
Aggiungiamo qualche noticina di colore. Se la scadenza naturale del mandato di Padrin è oltre la metà di dicembre 2025, con i tempi tecnici connessi alla convocazione di una nuova tornata elettorale si potrebbe slittare ad inizio primavera 2026, o giù di lì. Slittare… giusto in tempo, infatti, per qualche selfie sulla pista da bob delle Olimpiadi di Cortina 2026. Il Presidente delle Olimpiadi, mica male.
La situazione politica in provincia
Veniamo alla politica, per una volta forse più chiara delle regole.
Verranno presentate quasi certamente tre liste per l’elezione del Consiglio provinciale. Una di centrodestra, una di centrosinistra ed una di… civici. Gli autodefinitisi civici sarebbero gli amministratori apparentemente senza colore politico, che si dicono centristi, né bianchi né neri, grigi insomma, e che si sono presentati alla stampa come lista alternativa dallo scorso 24 gennaio. Così sui giornali “Una terza lista ora è necessaria”. A portare i grigi vessilli, Pasa e De Pellegrin.
Curioso il fatto che questa terza lista spunti il giorno prima dell’annuncio del via libera al terzo mandato dei sindaci; com’è anche curioso l’incontro tra Padrin e Salvini, per le infrastrutture agordine, sempre e giusto prima della decisione sul terzo mandato. Sono coincidenze. Coincidenze, o come dicevano nella vecchia DC, convergenze parallele. Solo dovute alla tempistica, nulla più.
E no, non fatevi strane idee. I grigi lo dicono fin da subito, prima ancora di presentarsi: “non siamo la lista Padrin”. Ci tengono talmente tanto a dire che non sono la lista Padrin che più lo dicono più ci convincono di esserlo. Ma fidiamoci, rimaniamo ai grigi, alla lista non-Padrin. Chi potrebbe essere una personalità, in provincia, oltre le logiche della destra e della sinistra in grado di mettere d’accordo i civici? Probabilmente lui, sì, Padrin. Eppure, loro non sono la lista Padrin.
A ben vedere, il problema della lista non-Padrin, più che nel dichiarare la personalità politica di riferimento, si prospetta piuttosto rispetto alla lista di candidati ed ai voti per la sottoscrizione di essa. Chi saranno? Chi sottoscriverà? Di questo solo febbraio potrà raccontarci.
Gli effetti della lista non-Padrin e il modulo 5-3-2
In verità, la presentazione di una Terza Lista potrebbe essere davvero determinante rispetto ad un’elezione che, numeri alla mano, sembra già decisa in favore del centrodestra, che amministra sia Feltre sia Belluno. Questa lista, infatti, potrebbe pescare qua e là tra i consiglieri comunali della provincia. Se quasi sicuramente ruberà più voti al centro sinistra, soprattutto in zone di area più centrista, potrebbe rubare qualcosina anche a destra. Così, Feltre e Belluno, per evitare eventuali spaccature interne alle già turbolenti destre (improbabili, ma in questa elezione il pericolo franchi tiratori esiste, pur se è più forte nei piccoli comuni) potrebbero candidare gli stessi sindaci in consiglio.
Il tema vero è dunque questo: se i voti della lista grigi e quelli del centro sinistra riusciranno a far saltare il sesto consigliere provinciale alla destra. Se il risultato più probabile ad ora è il 6-2-2 in favore delle destre, potrebbe però verificarsi anche il 5-3-2. Nel caso del 5-3-2, centro sinistra e civici insieme pareggerebbero la destra 5 a 5, (indifferente se 3 alla sinistra o ai civici). Che si farebbe, dunque? Beh, in questi casi sarebbe sicuramente fondamentale, nonché la soluzione istituzionalmente più opportuna, fare appello al buon senso, alla comunione d’intenti, alle larghe intese. Al volemose bene. Insomma: al segno di Pedro.
Un 5-3-2, mettete chiunque a fare la punta, mettete chiunque a far legna in mediana: in porta rimane Padrin. A quel punto, ci starebbero ancora le sinistre bellunesi? Ci starebbero ancora le destre? I venti sembrano cambiati.
E ancora, in aggiunta e soprattutto: ammesso e non concesso si arrivasse al 5 contro 5, il voto di Padrin sarebbe quello decisivo e sposterebbe l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Quale parte sceglierebbe?
Chi vivrà vedrà, unica certezza è che è un bel rebus e che sperabilmente questa sarà l’ultima volta che proveremo a risolverlo, in attesa di sacrosante elezioni provinciali di primo grado.
Anzi, c’è invero un’altra certezza. Quello che unisce i civici impolitici sembra essere il politico più di razza in circolazione. Finora Padrin, partito male anzi sconfitto, salvato da Salvini, è quello che se la sta giocando meglio. E la palla finisce ancora tra i suoi piedi.
Chissà se andrà in gol, ma anche stavolta, ah come gioca Padrin…
