Attualità – 28 febbraio 2025

Alunni DSA: no ai fondi per il doposcuola

È un sabato qualunque, un sabato feltrino.
Il sabato pomeriggio il centro è affollato, come del resto accade anche durante la settimana. Ma il sabato è diverso, perché in centro ci si va soprattutto per fare shopping, nei numerosi negozi che tra il 2022 e il 2024 hanno avviato fiorenti attività commerciali e rivitalizzato quella zona di città. Certo, questo rilancio ha beneficiato anche del contributo offerto dal turismo, che ha visto un’impennata dei dati relativi agli ingressi nei musei cittadini. Così possiamo dire, senza tema di smentita, che la Cultura ha contribuito a trainare il comparto. Senza contare che, col centro aperto al traffico veicolare, si può anche parcheggiare in via XIII Ottobre gratuitamente, di modo che risulta comodo lasciare in sosta breve la propria macchina per gli acquisti mordi e fuggi. Mancano pochi mesi al passaggio del Giro d’Italia a Feltre, si avvicinano le Olimpiadi Milano Cortina: l’aria è frizzante, c’è fermento, e quando grandi eventi sportivi come questi coinvolgono una città è normale sentire crescere l’emozione e il desiderio, che rendono quasi insopportabile l’attesa.

Però Feltre non è soltanto questo. È anche città di Storia, d’Arte e di Cultura e in questo sabato già si pensa alle manifestazioni che ci aspettano, come la Maratona di Lettura, che a primavera verrà ovviamente riproposta, come ormai da diversi anni accade. Chissà se eguaglierà, in termini di successo di pubblico, i fasti del Festival dell’Araldica del 2023, di cui ancora si parla.

Ma in questo sabato qualunque si registra una nota stonata, suonata dai soliti che puntualmente si mettono di traverso, non rendendo un bel servizio alla città, e fanno le pulci al lavoro di chi gestisce le cose: persone con alle spalle esperienza, che sanno il fatto loro, che sanno cosa è bene e cosa no, nel caso specifico sul tema della scuola. Questo succede durante il Consiglio Comunale del 22 febbraio, con l’opposizione che propone un’idea tanto balzana da essere paragonata ai proverbiali “cavoli a merenda” (cit.), naturalmente bocciata dalla maggioranza, come di consueto, ma stavolta con argomentazioni più sbrigative e tranchant del solito.

Si parla di bilancio di previsione per il triennio 2025 – 2027, e di un emendamento avanzato dalla minoranza e approvato del Settore Economico Finanziario con una piccola osservazione, che sostanzialmente ricava una quota di circa 30.000 euro da destinare in parte all’attivazione di un doposcuola per studenti con problemi di apprendimento specifici. A Feltre questo servizio manca. O meglio, è presente alla scuola media Gino Rocca ma solo per gli iscritti alla prima media. Si tratterebbe di un fondo derivante da minori uscite tratte dal Fondo di accantonamento della Legge di Bilancio, dal capitolo riguardante l’Agenzia di Comunicazione e da quello dei Servizi Comunali a supporto dell’offerta formativa.

I consiglieri Del Bianco e Pelosio tentano di spiegare che il provvedimento ha un senso, poiché intercetta bisogna reali, espressi direttamente da famiglie nel Comune, e garantisce il principio di invarianza del bilancio, ma si capisce fin da subito che non se ne parla. Il mondo della Scuola è ben conosciuto ai consiglieri di maggioranza, e soprattutto ha, in questa fase, i mezzi per far da sé. Inoltre, professionisti che hanno alle spalle una quarantina d’anni nel settore non hanno bisogno di consigli. Questa, in soldoni, la risposta.

Nel frattempo, scende la sera e si fa buio su questo sabato feltrino e sul Consiglio Comunale, che si protrae da oltre sei ore. La città sbadiglia e si stiracchia, anche qualcuno nella sala consiliare sembra accusare la stanchezza, i tre dell’opposizione si dicono delusi per l’ennesimo tentativo di contribuire con qualche buona idea alla politica in atto da un paio d’anni: nulla cambi perché nulla cambi, e se cambia qualcosa è per tornare indietro. Fatto sta che con il no all’emendamento sul doposcuola praticamente cala il sipario sulla seduta. Un boccone poi a dormire.

Per fortuna è sabato, domani non si va a scuola. 

Simone Cassol
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