A Feltre, lungo la via della seta

Chissà se è vero che a Feltre “non c’è niente” o se la questione non sia piuttosto un’altra, ovvero che le cose vanno soprattutto cercate, per rendersi conto della loro effettiva presenza, della loro importanza e della loro utilità. Certamente servono due occhi attenti, buona volontà, tempo, e un minimo di impegno, e a quel punto le cose saltano fuori dove non ce lo aspettavamo. E magari sono interessanti e magari enorme è lo sforzo di chi quotidianamente le mantiene vive. Non so in quanti, ad esempio, sono a conoscenza del fatto che in via Liberazione esiste un negozio che si chiama SAMARCANDA.

Me lo chiedo perché, essendo tra coloro che vi hanno lavorato e che lo hanno un po’ gestito, mi è capitato di effettuare dei turni da commesso, in alcuni pomeriggi in cui non si è vista l’ombra di un cliente. Me lo chiedo con rammarico, ma proprio perché conosco il valore di questa attività, che è molto di più di una bottega, e proprio perché considero prezioso lo sforzo di chi ha creato un simile, folle progetto, mi sembra utile attraverso il Panfilo descrivere Samarcanda per quello che rappresenta, ovvero un’opportunità per i cittadini. Per cominciare: Samarcanda fa parte del COMMERCIO EQUO E SOLIDALE, è una cooperativa sociale che gestisce 4 botteghe a Belluno, Feltre, Pieve di Cadore e Santa Giustina.

È un progetto che alcuni coraggiosi hanno fondato ormai trent’anni fa, mettendo insieme una associazione prima, un piccolo spaccio poi, infine dando vita a una Cooperativa con quattro botteghe e altrettante persone che vi lavorano come dipendenti. Ci sono poi decine di volontari che fungono da ingranaggi della “macchina”, offrendo tempo, pazienza e soprattutto generosità. Il risultato è che la Cooperativa Samarcanda vive e resiste ancora oggi, fronteggiando quotidianamente ostacoli di sostenibilità economica che avrebbero portato alla resa chiunque. Sotto questo profilo Samarcanda è un esempio di collaborazione tra cittadini che hanno impegnato risorse per un intento comune. È stato un esperimento sociale, è stata una scommessa coraggiosa che oggi può dirsi vincente.

Cosa fa precisamente Samarcanda? Io so cosa pensa la gente di questo tipo di negozi. La gente pensa che siano posti di radical chic di sinistra, dove i prodotti costano un sacco, quindi sono negozi per radical chic di sinistra coi soldi. Ci si va a Natale, ecco, poi però basta.

Però, come dicevo, io li conosco bene questi tipi e posso dire più esattamente che costoro sono una categoria molto peggiore. A loro non va bene proprio niente di come girano parecchie cose e di come girano nello specifico i soldi, al punto che nella loro mente c’è una proposta di commercio assurda, inconcepibile, visionaria, come lottare con i mulini a vento, come mettere Davide contro Golia. Davide è EQUO, o almeno prova ad esserlo, e lo fa andando a parlare direttamente con chi produce, saltando intermediari che possano speculare e formulando contratti volti ad accordare un compenso dignitoso ai produttori, che spesso si trovano in aree lontane dai centri del mercato mondiale oppure che semplicemente si organizzano al di fuori dei comuni circuiti commerciali. In tempi più recenti Davide ha infatti cominciato a fare lo stesso anche con produttori più vicini, in Italia, dove allo stesso modo esistono soggetti che lavorano con attenzione per certi dettagli e meritano sostegno per sopravvivere sul terreno accidentato del libero mercato. Dunque, Golia è anche SOLIDALE, nella misura in cui dà fiducia a chi garantisce condizioni di lavoro dignitose. È importante a questo proposito sottolineare che Samarcanda a Feltre ha a sua volta trovato casa in modo equo e solidale grazie a chi da anni offre al suo progetto uno spazio adeguato, a cifre sostenibili, con continuità e atteggiamento disponibile.

Basterebbe questo per diventare cliente di Samarcanda, e poi per tesserarsi come socio, perché no, ma se non bastasse va detto che i prodotti sugli scaffali di Samarcanda sono di una qualità assoluta. Ecco anche perché costano un po’ di più, perché la qualità in fondo va pagata, e i diritti nel lavoro vanno pagati e questo non è comunismo, ma la base di un modo di fare commercio che andrebbe garantito e praticato sempre.

Faccio pochi esempi. Chi amasse la cioccolata e volesse testare gusti e varietà diverse dal comune, troverà a Samarcanda un’infinità di opzioni, da rimanerne quasi disorientato; poi tè, tisane, succhi, ma anche birre artigianali, vini siciliani, pasta, passate di pomodoro, spezie, caffè e biscotti.

Non è il caso di dilungarsi oltre con la pubblicità, per altro esplicita, che sto effettivamente facendo.

Aggiungo solo che a Samarcanda non ci sono solo alimentari. Io vado lì a comprare i detersivi per la casa e per il bucato, così come molti prodotti di igiene personale e cosmesi. Una grande varietà riguarda le idee regalo, frutto di medio e piccolo artigianato, tra articoli per la casa o elementi d’arredo, fino ad arrivare all’abbigliamento.

Ci si può perdere per interi pomeriggi a Samarcanda, sia per la quantità di roba da vedere, sia perché ogni prodotto, a volerlo osservare con occhi e sensibilità attenti, è il punto di arrivo sottoforma di confezione di un progetto. Ed è sempre un progetto che racconta di giusto compenso e di rispetto del lavoro, con la qualità che è diretta conseguenza dei primi due fattori.

Infine, va spiegata l’origine del nome Samarcanda, perché anche dentro questo dettaglio ci sono la particolarità e il senso dell’attività svolta nelle botteghe bellunesi di Altromercato.

Samarcanda è quella città che a ridosso dell’anno mille, lungo la via della Seta tra Cina e Mediterraneo, nell’attuale Uzbekistan, aveva visto fiorire la sua bellezza e brulicare gli scambi commerciali divenendo una perla incastonata nell’Asia centrale, centro popolosissimo e dall’architettura preziosa. Erano gli anni di un Medioevo globalizzante, segnato da geografie fin lì sconosciute all’Occidente, percorse senza sosta da carovane di mercanti, uomini di fede, viaggiatori curiosi alla scoperta di opportunità nuove, contaminazioni culturali e convivenze.

Ecco. Samarcanda è anche a Belluno, in via Caffi; è a Santa Giustina in via Giardinetto; è a Pieve di Cadore in piazza Tiziano Vecellio.

Ed è a Feltre, in via Liberazione, a due passi dal centro cittadino.

 

Simone Cassol
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