Rassegne – 31 gennaio 2025

Non hanno votato? Non votiamoli - Il Vanoi in Consiglio Regionale

In un pomeriggio in Consiglio Regionale si è squarciato il cosiddetto Velo Di Maya. Se infatti il velo può essere considerato, per dirla più o meno con Schopenhauer, la rappresentazione di tutto ciò che nasconde la realtà delle cose, allora possiamo dire chiaramente – e una volta per tutte – che almeno la discussione di martedì pomeriggio ha svelato una verità: il centrodestra regionale vuole la diga del Vanoi.

LA MOZIONE
I fatti sono noti: la capogruppo del PD Vanessa Camani ha potuto discutere (dopo sei mesi dal deposito) una mozione in Consiglio Regionale del Veneto che aveva un deliberato molto chiaro: la Regione dica No alla diga del Vanoi esprimendo contrarietà al progetto.

DE CARLO, DOVE SEI?
Un deliberato così chiaro ha scatenato il panico fra la maggioranza di centrodestra con tanti saluti alla presunta contrarietà di Zaia sbandierata sui giornali. Fin dalla mattina si sono rincorsi vari rumors. A un certo punto sembrava addirittura che Fratelli d’Italia, pur di fare un torto alla lega in ottica “elezioni regionali”, potesse votare la mozione del Pd. Ma del resto pretendere che gente come Joe Formaggio faccia un ragionamento politico così sofisticato forse è anche troppo. Così come è troppo anche pensare che uno come Luca De Carlo sia davvero capace di imporre qualcosa al suo partito. Lui sarebbe il segretario regionale; sui giornali sempre contrariassimo alla diga. Peccato però che il suo partito a Venezia abbia votato contro la mozione, quindi a favore dell’invaso del Vanoi.
Insomma ha dimostrato proprio di avere l’autorevolezza giusta per fare il Presidente di Regione
.
CASA LEGA E FORZA ITALIA
Leghisti e Forza Italia non si sono comportati diversamente. Addirittura il capogruppo Villanova, per tentare l’ennesimo barbatrucco per annacquare la vicenda, ha proposto un grandioso emendamento: “chiedere alla Regione di prendere atto del parere della Regione”. Ovviamente togliendo la contrarietà all’opera. Sofismo puro.

SALVARE CAPRA E CAVOLI
A quel punto, dopo che ovviamente la proponente della mozione non ha accettato quel ridicolo emendamento, ecco il grande orgoglio dei leghisti bellunesi. Consapevoli che il loro gesto sarebbe stato inutile ai fini del risultato finale della votazione, i consiglieri Cestaro e Puppato hanno deciso di votare a favore della mozione presentata dal Pd che diceva chiaramente no alla diga. L’obiettivo è stato quello di salvare la faccia sui giornali bellunesi e provare a far passare la manfrina di essere martiri del loro stesso partito che a Belluno dice di essere contrario alla diga mentre a Venezia è a favore. Va detto però che la notizia, da questo punto di vista, è stata un’altra: in Consiglio Regionale si è sentita, tra lo stupore dei presenti e degli ascoltatori da casa, la voce di Giovanni Puppato.
I più pare abbiano esclamato: “Ah ma allora non è muto!”

BOTTACIN
Un plauso sincero anche all’assessore Bottacin. Si vede proprio che gode di grande considerazione. Anche lui contrarissimo sui giornali. Peccato che, dei suoi, non lo abbia seguito nessuno.


FINALE DI PARTITA
Il colpo di scena finale? Non partecipare alla votazione.
La maggioranza aveva e ha talmente la coda di paglia che non se l’è sentita nemmeno di votare contro. Ha deciso per l’ignavia. Hanno fatto saltare la mozione togliendo di fatto il numero legale. Nemmeno il coraggio di metterci la faccia e dire apertamente la verità.
Va dato atto a Giuseppe Pan, leghista e già assessore all’agricoltura, che almeno si è sfilato da questa fiera dell’ipocrisia del centro destra. Coerentemente con quanto ha sempre dichiarato, ha votato contro la mozione.

GIU’ LA MASCHERA
Se c’è una cosa positiva, comunque, è stata la chiarezza. Si è dimostrato in modo lapalissiano chi è contro (il Pd e il resto dell’opposizione) e chi è a favore (Lega, Fdi, e Fi) della diga del Vanoi.
Tra qualche mese, forse, inizierà la campagna elettorale per le regionali. Cosa diranno i partiti del centro destra a Belluno?
Che sono contro ma che a Venezia votano a favore?
Chi avrà il coraggio di scrivere a caratteri cubitali nel programma elettorale: “Noi siamo contrari alla diga”? Perché una cosa è certa. Sui giornali e a parole ora saranno di nuovo tutti contrari.
Fino a quando non si tornerà, dopo le regionali, a ridiscuterne davvero.

Il voto di martedì è stato un inno all’ignavia e all’ipocrisia del centrodestra.

Hanno preferito non votare? Facciamo così anche noi: non votiamoli!

Editoriale numero 1/25 
Alessandro Del Bianco
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