Attualità – 28 marzo 2025

L’ultima ruota del Carrobus - Perché rischiamo di chiudere le scuole durante le Olimpiadi?

“Le politiche olimpiche non saranno utili solo per i Giochi, ma anche per il miglioramento dei servizi fondamentali per le comunità montane locali, come i trasporti pubblici.”

“Obiettivo dello sviluppo sostenibile nella regione macroalpina di Milano Cortina: tutti i nati dopo il 2010 si muoveranno con mezzi di trasporto sostenibili”

Lette oggi queste frasi possono sembrare uno scherzo o addirittura una presa in giro. Tuttavia, sono state scritte davvero. Erano parte integrante del dossier di candidatura olimpiaca di Milano Cortina 2026.

A qualche anno di distanza, non solo non c’è stato alcun miglioramento di servizio, non solo si assiste impotenti all’impietoso disastro quotidiano dei trasporti pubblici bellunesi, ma i nati dopo il 2010 non andranno proprio da nessuna parte con i mezzi pubblici sostenibili.

Spoiler: siccome i mezzi pubblici serviranno per le Olimpiadi, i ragazzi bellunesi rischiano di non avere nemmeno più l’autobus per andare a scuola.

In queste ultime settimane il tema della sospensione delle lezioni durante le olimpiadi ha fatto molto discutere. I primi a mobilitarsi sono stati gli insegnanti, giustamente preoccupati per l’imminente definizione del calendario scolastico del prossimo anno. Alle loro preoccupazioni, unite a quelle di molti dirigenti scolastici, ci ha pensato il Senatore De Carlo, unico rappresentante bellunese in Parlamento, il quale ha bollato la raccolta firme contro la chiusura delle scuole durante le olimpiadi come una “protesta da centri sociali”.

Nel frattempo, però, la protesta è salita di livello ed anche il vescovo, alla viglia della Pasqua, ha espresso non poche perplessità sulla gestione olimpica in Provincia, proprio a partire dal tema della paventata chiusura delle scuole. Si sono chiesti chiarimenti nelle sedi istituzionali che però si sono risolti in vuoti giri di parole, come quelle del vicesindaco di Feltre Dalla Palma che, interrogato sulla questione in Consiglio Comunale, ha parlato dieci minuti senza dire nulla.

Il problema però c’è ed è molto grande, anche se nessuno vuole ammetterlo. Si ha la sensazione che i più, Padrin in primis, siano particolarmente impegnati nel tentativo di divincolarsi dalle responsabilità che dalla volontà vera di affrontare il problema.

Proviamo quindi a riassumere per sommi capi i fatti.
Ancora alcune settimane fa, il direttore operativo di Dolomitibus Mariani aveva dichiarato a il Dolomiti che per far fronte all’impegno del trasporto olimpico (atleti, spettatori ecc) sarebbero serviti in alcuni giorni fino a 240 autisti e 130 mezzi in più di quelli che sono attualmente a disposizione dell’azienda. Basta dare un’occhiata al bilancio di Dolomitibus per rendersi conto che non sono numeri affatto banali. In tutto l’azienda titolare del trasporto su gomma nel bellunese dispone infatti di 204 mezzi e 180 dipendenti (considerando anche meccanici, impiegati e dirigenti).

Per garantire il servizio di trasporto alle Olimpiadi Dolomitibus avrebbe dunque bisogno di almeno un’altra Dolomitibus.
E tutto questo a soli nove mesi dalle olimpiadi.
Possibile che nessuno c’avesse pensato prima?

Ma val la pena risalire ancora più a monte del problema.
Chi ha detto che ad occuparsi del trasporto olimpico deve essere per forza Dolomitibus? Sempre sulla base dell’intervista de Il Dolomiti pare che a chiedere a Dolomitibus di fare una manifestazione di interesse per cercare aziende che potessero mettere a disposizione uomini e mezzi mancanti per le Olimpiadi sia stato l’Ente di Governo. Molti lettori si domanderanno a questo punto chi è, cos’è e cosa fa questo fantomatico “Ente di Governo”. Si tratta di un soggetto composto dalla Provincia di Belluno e dai comuni che hanno il trasporto urbano (in primis Belluno e Feltre) che ha il compito di “amministrare, pianificare, programmare, affidare, controllare e vigilare il trasporto pubblico locale del bacino bellunese”. L’Assemblea dell’Ente di Governo è presieduta dal rappresentante della Provincia di Belluno e composta dai sindaci che ne fanno parte (o loro delegati). Le funzioni amministrative di supporto all’Assemblea vengono svolte dagli uffici della Provincia di Belluno.

Come si diceva, secondo il direttore Mariani sarebbe stato dunque proprio l’Ente di governo a dire a Dolomitibus di procedere con la manifestazione di interesse. Peccato però che l’Ente di Governo non è mai stato convocato per questo motivo, né tantomeno esiste una deliberazione in tal senso. Come è possibile? Chi ha dato quindi l’incarico a Dolomitibus?

Ma dobbiamo porci anche un’ltra questione. Esiste una stima dei costi di questo servizio aggiuntivo richiesto per le Olimpiadi? Assolutamente no. Del resto nella manifestazione di interesse è la stessa Dolomitibus che chiede alle aziende interessate di fornire anche un “preventivo*. Di certo si tratta di una cifra estremamente significativa e che naturalmente non può rientrare nell’ordinario trasferimento di denaro che dallo Stato arriva a Dolomitibus per mezzo della Regione del Veneto, che serve per finanziare il normale Trasporto Pubblico Locale. Si tratta di un impegno speciale per un evento speciale.
Ad oggi però nessuno sa chi paga.

A domanda diretta di un giornalista, il consigliere delegato ai trasporti della Provincia di Belluno, Massimo Bortoluzzi di Fratelli d’Italia, ha testualmente dichiarato al Gazzettino: “Non lo so”.

In queste condizioni, dunque, è più che lecito chiedersi che cosa succederà se Dolomitibus non dovesse trovare partner a sufficienza (o non dovesse essere nelle condizioni di pagarli) per il trasporto olimpico.
Ed è qui che entra in campo la famigerata questione della ipotetica chiusura delle scuole.
A quel punto l’unico modo per effettuare il servizio olimpico sarebbe dirottare su Cortina tutti gli autobus a disposizione di Dolomitibus e interrompere il tpl normale tra cui il trasporto scolastico. Per fare questo si dovrebbe necessariamente procedere con la chiusura delle scuole; il servizio di trasporto scolastico è infatti un servizio essenziale.
La mancanza del trasporto pubblico si configurerebbe infatti come possibile reato di interruzione di pubblico servizio. Tale fattispecie si può evitare in un solo modo, chiudendo cioè a prescindere tutte le scuole superiori della Provincia.
In questo senso, va sottolineato ancora una volta un tentativo di confondere le carte: poco più di una settimana fa il Presidente della Provincia ha infatti convocato una assemblea dei sindaci in cui l’obiettivo era dire ai quattro venti che in ogni caso non si sarebbero chiusi gli asili, le elementari e le medie. Si è voluto dare in pompa magna una notizia ovvia per mettere probabilmente le mani avanti in vista di una possibile chiusura degli istituti superiori. Era ovvio, infatti, che non si sarebbero chiusi gli istituti comprensivi; per quest’ordine di scuole i trasporti sono gestiti direttamente dai Comuni con gli scuolabus o con appalti esterni. Dolomitibus, salvo alcune eccezioni, gestisce solamente il trasporto scolastico delle scuole superiori, una competenza specifica della Provincia. Si è dunque trattato solo di un tentativo di distorsione comunicativa che però si è rilevata pure controproducente perché, come è stato riportato sia dal Gazzettino che dal Corriere delle Alpi, si assicurava che tutto gli istituti comprensivi avrebbero svolto con regolarità le lezioni durante le olimpiadi.
Tutti tranne Feltre e Cesiomaggiore, casualmente gli unici che hanno il trasporto scolastico per asili elementari e medie gestito con Dolomitibus.
Fermare il Tpl, e quindi chiudere le scuole, a causa delle Olimpiadi sarebbe un segnale gravissimo con ripercussioni enormi su migliaia di utenti e famiglie.
Sarebbe, tra le altre cose, l’ennesima dimostrazione dell’insostenibilità dell’evento per il territorio.
È evidente che la politica deve essere chiamata a una scelta. La priorità del territorio deve essere quella di garantire a tutti di poter usufruire del trasporto pubblico.
Se poi lo si potenzia con le esigenze delle Olimpiadi tanto meglio, ma non può accedere l’esatto contrario, cioè che si depotenzi il tpl e si chiudano le scuole.
Per questo il Partito Democratico – e tutti i gruppi che politici che vorranno associarsi in questa battaglia – porterà in tutte le sedi, nei principali comuni ed in consiglio provinciale un ordine del giorno in cui sarà chiesto al Sindaco e al Presidente della Provincia di farsi portavoce di una posizione molto chiara in sede di Ente di Governo; si approvi una delibera in cui si chiede a Dolomitibus di garantire il tpl, e quindi il trasporto scolastico, durante le olimpiadi e la paraoloimpidi del 2026.

Se ci sarà bisogno di un servizio integrativo di trasporto per le olimpiadi è giusto che quest’ultimo venga predisposto e pagato dallo Stato e dalla Regione del Veneto.
In nessun caso il trasporto olimpico dovrà essere realizzato a discapito degli studenti e dei lavoratori bellunesi che giornalmente utilizzano il trasporto pubblico.

Ci sarà un sussulto di dignità? Difficile dirlo. L’impressione però è sempre quella: per chi ci governa a Venezia e a Roma siamo considerati sempre come l’ultima ruota del carro. In questo caso, dell’autobus.

Alessandro Del Bianco
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