Attualità – 31 marzo 2025

La meglio gioventù serba

Lunedì 17/03/2025, giorno grigio e pieno di nuvole a Feltre, la primavera tarda ad arrivare. Mi squilla il cellulare e leggo un messaggio dal mio amico Giovanni, Bobo scriveresti un articolo sulla situazione in Serbia. Certo gli dico non posso rifiutare una richiesta di un amico, gli ricordo che non sono uno scrittore e che cercherò di fare il meglio possibile.

La parola primavera mi evoca tanti ricordi, per esempio i motti del 1848 conosciuta anche come la primavera dei popoli oppure la primavera araba.

Ecco una primavera nuova si affaccia anche sulla mia città natale e il mio paese di origine Serbia.

Nel weekend del 15-17 marzo nella mia città natale Belgrado c’è stata la più grande manifestazione -protesta che si sono visti nella storia recente serba. Ringrazio l’esistenza di internet (non sono molto social) perché mi permette di seguire gli eventi in diretta, supportato dalle foto e video di tanti miei familiari presenti sul posto. Quello che sale dalla piazza di Belgrado è un grido alla libertà che si snoda dalla Slavija (lo snodo più trafficato di Belgrado) fino al parlamento. Le stime parlano di quasi un milione di persone.

Ma non si è svegliata la sola Belgrado si è svegliato il popolo serbo. Il popolo serbo ha detto basta…basta alla corruzione dilagante, ha detto basta al presidente -padrone Aleksandar Vučić, ha detto basta alla svendita delle ricchezze del paese alle compagnie straniere che cercano lavoratori a basso costo, si arricchiscono e riempiono le tasche dei ministri al potere e alla nomenclatura politica di contorno.

Ogni regime teme “Il punto di rottura”.

Il primo Novembre 2024, alle 11 e 50, arriva il punto di rottura.

La notizia che arriva da Novi Sad la seconda città della Serbia e capitale della regione autonoma della Vojvodina e DEVASTANTE. È crollata la tettoia della stazione ferroviaria, inaugurata poco tempo prima in pompa magna dal ministro delle infrastrutture Vesić, politici vari e i vertici della compagnia cinese China Railway Internacional esecutori dei lavori.

Sotto tonnellate di cemento perdono la vita 15 persone tra cui anche bambini.

La notizia ha la deflagrazione di una bomba ed è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

In poco più di un anno il popolo serbo assiste ad una escalation di notizie tremende. Il 3 maggio 2023 uno studente tredicenne irrompe armato nella scuola Ribnikar e uccide 9 coetanei e un bidello.

Nemmeno il tempo di piangere le giovani vite il giorno dopo un uomo armato di Kalashnikov uccide 8 persone e ne ferisce 10.

Dall’altra parte si assiste al totale immobilismo della politica e dello scarico delle responsabilità.

La tettoia non era prevista nel computo dei lavori dirà il presidente (per poi scoprire che ha detto il falso).

Insomma, le 15 persone morte di Novi Sad non hanno un responsabile.

E poi il Miracolo…. è arrivata la meglio gioventù gli studenti Serbi. Hanno occupato gli atenei e deciso di non frequentare più le lezioni anche all’ costo di perdere l’anno accademico costituire un comitato studentesco con la rappresentanza di studenti di tutti gli atenei. Hanno stilato un decalogo in vari punti sulle loro richieste e fino che non fosse attuata ogni singola richiesta non avrebbero più frequentato e dato gli esami universitari. Hanno chiesto:

 

  1. Ripristino e rispetto dello stato di diritto
  2. Stampa libera
  3. Magistratura indipendente
  4. Il punto più importante “chi sono i responsabili per la morte di 15 persone sotto la tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad”.

E poi si sono messi in marcia, macinando centinaia di chilometri a piedi… da Belgrado a Novi Sad…. da Belgrado… Kragujevac… Čačak verso Niš… da Niš… Novi Pazar… Kikinda verso Belgrado.

E ad ogni chilometro percorso hanno svegliato le coscienze dormienti dei cittadini Serbi e ad ogni chilometro percorso si sono aggiunti per prima gli docenti… poi gli agricoltori… operai… anziani e pensionati, insomma gente di ogni ceto sociale. In ogni paese dove sono passati sono stati accolti come eroi “i veri liberatori del popolo serbo”

In ogni posto li hanno nutriti e rifocillati, dandogli tutto quello che avevano.

C’erano tante lacrime ma finalmente erano lacrime di felicità, lacrime di presa di coscienza che il popolo è sovrano e non si torna più indietro. La Serbia ai Serbi. Non mi si capisca male, non c’è niente di sovranismo nelle mie parole ma la volontà di poter finalmente decidere del proprio destino e non per volontà di una classe politica corrotta e per niente aderente alla realtà del Paese.

Tutto questo hanno fatto questi splendidi giovani, giovani che guardano all’Europa, che vogliono vedere il loro futuro in Serbia e non dover essere un altro giovane emigrato in cerca del futuro migliore.

E così sono arrivati il 15 marzo a Belgrado a piedi da ogni parte della Serbia e la Serbia e Belgrado hanno risposto con centinaia e centinaia di migliaia di persone festanti che urlavano quello che e diventato il manifesto della protesta PUMPAJ (tradotto grossolanamente pompare) e ruke su vam krvave (“avete le mani insanguinate”) indirizzate ai poteri politici e Vučić.

E il governo cosa ha fatto???

Nella totale incapacità di fronteggiare una protesta del genere nell’ultimo disperato tentativo hanno interrotto i 15 minuti di silenzio, cioè un minuto per ogni vittima di Novi Sad con un cannone sonoro (arma illegale) detto Long range acoustic device per disperdere la folla.

E hanno fallito miseramente.

Viva la meglio gioventù serba, perché quello che sono riusciti a fare rimarrà nella storia.

 

Bobo
Autore