Recensioni - 31 marzo 2025
Codice Rosso - Come la sanità pubblica è diventata un affare privato
Di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
Fuoriscena
Anno 2024
A noi, spettatori compulsivi di serie TV ambientate nei Pronto Soccorso di efficientissimi ospedali americani, non sfugge il significato di “Codice Rosso”, il codice che, nel triage, indica un paziente molto critico, in imminente pericolo di vita, che richiede priorità assoluta ed interventi immediati. E ci aspettiamo di sentir dire ”Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo…”, prima che il Dottor House o lo specializzando genietto di turno attui la manovra che, miracolosamente, salva il paziente e ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Purtroppo, il paziente protagonista del libro “Codice Rosso”, delle giornaliste del Corriere Gabanelli e Ravizza, è il nostro Servizio Sanitario Nazionale, ed al suo capezzale non sembra di vedere, come nelle serie televisive, né un Dottor House né lo stuolo di specialisti pronti ad accorrere in suo soccorso e, ahimè, nemmeno un pietoso infermiere che ne raccolga gli ultimi respiri, perché mancano pure quelli.
Codice Rosso: Un’Analisi Critica della Crisi della Sanità Pubblica Italiana
Il libro “Codice Rosso. Come la sanità pubblica è diventata un affare privato”, scritto dalla giornalista d’inchiesta Milena Gabanelli in collaborazione con Simona Ravizza del Corriere della Sera, si propone come un’analisi approfondita e documentata del progressivo deterioramento del sistema sanitario nazionale italiano, un tempo fiore all’occhiello invidiato a livello internazionale.
Il Servizio Sanitario Nazionale italiano è stato per decenni considerato uno dei più virtuosi al mondo, garantendo accesso universale alle cure e qualità dell’assistenza. Tuttavia, come documentato meticolosamente dalle autrici, anni di cattiva gestione, interessi privati e utilizzo politico del sistema hanno progressivamente eroso questi presupposti fondamentali. Gabanelli e Ravizza non si limitano a denunciare la crisi attuale, ma ricostruiscono con precisione giornalistica il lungo percorso che ha portato alla situazione odierna. Le autrici evidenziano come la gestione della sanità sia diventata il terreno per interessi privati ed uno strumento di raccolta di consenso politico, con conseguenze che ricadono interamente su medici, infermieri, operatori sanitari e pazienti.
La preoccupazione principale espressa nel volume riguarda il tradimento dell’articolo 32 della Costituzione italiana, che sancisce il diritto fondamentale alla salute e garantisce cure gratuite agli indigenti. Le autrici documentano come questo principio costituzionale sia oggi ampiamente disatteso, creando un divario sempre più marcato tra chi può permettersi cure private e chi resta intrappolato in un sistema pubblico in affanno.
Eppure, l’articolo 32 della Costituzione italiana recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Su questo diritto abbiamo costruito uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, salvo poi smembrarlo progressivamente nel corso degli anni, pentircene e giurare di risanarlo. Nel frattempo, per il cittadino le attese si fanno sempre più lunghe, in un percorso di cura che ormai troppo spesso assomiglia a un calvario. E anche per chi è disposto a pagare, le cose non sempre sono più facili. Quante volte ti dicono: «Primo appuntamento libero fra tre mesi»?
Le Manifestazioni Quotidiane della Crisi Sanitaria
La crisi del sistema sanitario italiano si manifesta quotidianamente nell’esperienza di milioni di cittadini. Gabanelli e Ravizza documentano con dovizia di particolari le problematiche ormai note a chiunque abbia avuto a che fare con la sanità pubblica negli ultimi anni: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di base competenti e disponibili, discontinuità nei trattamenti e continui rimandi tra strutture pubbliche e convenzionate. L’indagine condotta dalle autrici va però ben oltre queste criticità superficiali, scavando in profondità per identificare le cause strutturali del malfunzionamento. Particolarmente allarmante è la situazione nei reparti di Medicina d’emergenza-urgenza, dove si è creata quella che le autrici definiscono una vera e propria “voragine” in termini di risorse e personale.
È difficile tirare fuori nuovi assi dalla manica per far fronte alla carenza di personale. Il tema è sempre lo stesso: l’urgente necessità di una programmazione sanitaria lungimirante, in grado di formare i medici di cui c’è bisogno e di retribuirli il dovuto per non farli scappare. Le statistiche riportano che entro il 2027 il divario negli ospedali tra uscite (pensionamenti) e nuovi ingressi è destinato a ridursi, grazie all’aumento dei contratti di formazione. I dati dell’Associazione liberi specializzandi di Massimo Minerva evidenziano però che i numeri migliorano solo sulla carta.
La realtà mostra sempre un altro volto: più della metà dei posti nelle scuole di specializzazione per Medicina d’emergenza-urgenza rimane vuoto. I neolaureati in Medicina non si stracciano le vesti per intraprendere specialità con turni faticosissimi, rischiose e che non si prestano all’attività privata, che è poi quella che fa lievitare lo stipendio. Mezzi vuoti anche i posti di Radioterapia, quelli di Patologia clinica e Biochimica clinica (dove si impara a fare le analisi di laboratorio), Anatomia patologica, Microbiologia e Virologia.
Il libro evidenzia inoltre le disparità regionali nell’accesso alle cure, con particolare attenzione alla mortalità infantile che, soprattutto in alcune regioni del sud, registra tassi significativamente più elevati rispetto al resto del paese. Questi dati rappresentano l’evidenza più drammatica del fallimento di un sistema che dovrebbe garantire equità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.
La Formazione Medica: Un Sistema Opaco e Inadeguato
Una delle rivelazioni più inquietanti dell’inchiesta riguarda il sistema di formazione dei medici italiani. Le autrici denunciano l’opacità nella formazione dei medici di base
L’estrema sintesi è che in Italia sono i sindacati a formare i medici di famiglia, durante un corso triennale mal retribuito e con un programma spesso vecchio e scadente. In quei tre anni la maggiore preoccupazione dei formatori è quella di arruolare i giovani neo-medici all’interno del sindacato. In questo modo, forti della rappresentanza che ottengono, vanno a trattare con il governo i contratti collettivi.
Ecco perché la medicina di base è diventata una zona grigia dove da una parte ci sono semplici compilatori di carte, dall’altra professionisti che, pur cercando di assistere i pazienti al meglio delle loro possibilità, sono limitati da un sistema poco trasparente e intriso di conflitti di interesse. Una lobby di potere che, come vedremo, riesce a tenere in scacco anche la politica.
Altrettanto preoccupante è la situazione delle scuole di specializzazione che, pur non possedendo i requisiti minimi necessari, continuano ad essere accreditate e a formare specialisti. Il libro rivela che in sala operatoria possono trovarsi chirurghi senza aver eseguito un numero minimo di interventi necessari per padroneggiare il bisturi, mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti. Queste carenze formative hanno ripercussioni dirette sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti, contribuendo ulteriormente al deterioramento del sistema sanitario nel suo complesso. La carenza di professionisti adeguatamente formati si riflette in particolare nelle emergenze, dove non è raro essere visitati da un medico gettonista arruolato attraverso cooperative e in servizio da più di dieci ore
La Privatizzazione della Sanità: Un Affare a Scapito dei Cittadini
Il sottotitolo del libro, “Come la sanità pubblica è diventata un affare privato”, riassume efficacemente la tesi centrale dell’opera: la progressiva trasformazione di un diritto fondamentale in un’opportunità di business. Gabanelli e Ravizza documentano meticolosamente le strategie e gli interessi che hanno guidato questa trasformazione, analizzando il ruolo di vari attori, dalle lobby dei sindacati di categoria alle compagnie assicurative. L’indagine rivela come nel settore privato si siano sviluppate pratiche allarmanti, tra cui l’esecuzione di interventi non necessari ma praticati lo stesso per ricevere i rimborsi, con conseguenze drammatiche.
Abbiamo la certezza assoluta che i macro-dati sanitari non siano comprati dalle compagnie di assicurazione per pianificare le loro strategie, decidere chi assicurare e chi no in base al loro stato di salute, o a quali condizioni offrire polizze al potenziale diabetico o all’iperteso? L’intelligenza artificiale applicata alla medicina sarà una rivoluzione di enorme utilità, ma in assenza di regole definite si aprono praterie immense. Da informazioni riservate sappiamo che un importante gruppo privato convenzionato sta lavorando a un programma mirato a individuare la sempre più vasta platea di ipocondriaci. A loro saranno proposti pacchetti di esami e controlli a pagamento. E più aumenta il consumo sanitario, più si ingolfano le liste d’attesa e più diventa indispensabile una copertura assicurativa.
La sanità privata si presenta come soluzione alle inefficienze del pubblico, ma il libro documenta come spesso questa alternativa sia parte del problema e non della soluzione, contribuendo a drenare risorse e professionalità dal settore pubblico e creando un sistema a due velocità che penalizza chi non può permettersi di pagare.
La Metodologia Investigativa: Rigore e Professionalità
La forza di “Codice Rosso” risiede nella rigorosa metodologia investigativa adottata dalle autrici. Il libro si basa su un’impressionante mole di documenti, report riservati, storie, testimonianze e dati aggiornati, che conferiscono solidità e credibilità all’analisi proposta. Gabanelli e Ravizza mettono a frutto la loro lunga esperienza giornalistica – la prima come storico volto della trasmissione Report su Rai 3, la seconda come esperta di dinamiche sanitarie al Corriere della Sera – per offrire un’analisi lucida e documentata. Le autrici non si limitano a denunciare problemi, ma forniscono ai cittadini alcuni strumenti per comprendere quando i politici mentono loro, perseguendo così un obiettivo civico oltre che informativo. La loro esperienza nella rubrica Dataroom, fonte di informazione approfondita e documentata sulle principali tematiche di interesse pubblico, si riflette nella qualità dell’analisi e nella capacità di rendere comprensibili questioni complesse.
L’Impatto e la Rilevanza Sociale dell’Opera
“Codice Rosso” si distingue per la sua capacità di coniugare rigore investigativo e rilevanza sociale. Il libro non si limita a denunciare le problematiche della sanità pubblica, ma si propone come uno strumento di riflessione e stimolo per migliorare il sistema, mettendo in luce le criticità con numeri e dati concreti, delineando un quadro che richiama l’attenzione di tutti coloro che hanno a cuore il futuro del servizio sanitario nazionale.
“Codice Rosso” rappresenta molto più di un semplice libro d’inchiesta: è un accorato appello alla salvaguardia di un bene comune fondamentale come la sanità pubblica. Gabanelli e Ravizza hanno realizzato un lavoro che analizza con estrema precisione le criticità della sanità italiana, fornendo dati e testimonianze che permettono ai cittadini di comprendere le cause del malfunzionamento del sistema sanitario. In un momento storico in cui la sanità pubblica è sottoposta a pressioni crescenti, il libro rappresenta un contributo al dibattito pubblico, invitando a una riflessione collettiva sul futuro di un sistema che dovrebbe garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.
Sempre nella speranza che, al richiamo di “Lo stiamo perdendo. Lo stiamo perdendo …” qualcuno accorra al capezzale del Servizio Sanitario Nazionale, ricordando che i suoi principi fondamentali di universalità, equità, solidarietà e uguaglianza rappresentano valori imprescindibili di una Società veramente civile.
