Attualità – 25 marzo 2024

Consiglio provinciale verso destra

Terminate le provinciali, ora si tratta di vedere come smuovere lo stallo. I civici sembrano già averlo fatto intendere, e non avevamo dubbi: volemose bene, sotto il segno di Pedro. Per questo la prima mossa dei non-politici è raccogliere l’appello all’unità di, guarda caso, Padrin, e provare l’ecumene bellunese. Ma il ritmo bellunese è cambiato, e destra e sinistra, ovvero chi ha qualche cosa da dire, non possono più certo stare insieme. Per questo i civici si volgono a destra, con la benedizione del Presidente, che ora deve pensare anche a Longarone.

Il centrosinistra è fuori dai giochi? Così parrebbe, e così forse è giusto che sia. Ma la lista futura pone 6 questioni sul tavolo, alle quali civici e presidente non possono non dare risposta. Per questo la palla è ancora a Padrin e alla lista non-Padrin: se accoglieranno le proposte di governo del Centrosinistra, la Provincia potrà ancora reggersi sull’asse civica-riformista. Altrimenti, avanti tutta con la destra di Bond, De Carlo ed ora anche, evidentemente, di Padrin.

Quali sono le 6 questioni alle quali Padrin e i due consiglieri eletti sono chiamati a rispondere?

La prima è la questione Olimpiadi. Futura chiede un «impegno formale in Consiglio provinciale a rinunciare al progetto dei caroselli e a non costruire un villaggio olimpico usa e getta, ma a restaurare strutture esistenti per lasciare, anche sul piano abitativo, una eredità concreta al territorio. Ritiro del finanziamento di 500.000 € della Provincia al progetto della pista da bob, la cui ultima “riformulazione” non è mai stata sottoposta al Consiglio Provinciale».

La seconda riguarda i trasporti. Futura, senza mezze misure, domanda si attui una «sostituzione, entro 30 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio, del Presidente di Dolomitibus con una figura esperta nel management d’azienda e della mobilità sostenibile. Avviamento di uno studio serio per la realizzazione dell’orario cadenzato e richiesta formale di finanziamento da parte della Regione di Investi Scuola, il servizio in favore del trasporto di tutti gli studenti bellunesi».

La terza importa l’invaso del Vanoi. Una partita non ancora terminata per il Centrosinistra bellunese, che per questo richiede una «presa di posizione netta, chiara e formale da parte delle forze civiche e politiche rappresentate in Consiglio provinciale di contrarietà alla “Diga del Vanoi”. Impegno, altrettanto formale, di richiedere alla Regione la predisposizione di un bilancio idrico».

Il quarto punto riguarda la viabilità provinciale, per la quale si pone all’attenzione l’impegno formale a «sostenere i progetti di sviluppo e implementazione della rete ferroviaria (anello delle Dolomiti e tratta Feltre-Primolano), al fine di migliorare la viabilità e alleggerire il traffico su ruota. Di contro, chiaro diniego a qualsiasi progetto che abbia come obiettivo la prosecuzione dell’A27».

Quinto punto sui fondi di confine, fondamentali per i comuni confinanti con le province autonome. In questo senso, Futura chiede al consiglio provinciale un «impegno formale a garantire, fin dalla prossima programmazione dei fondi di confine di area vasta, una quota minima di 5 milioni di Euro per ogni annualità, da dedicare ad interventi sociali volti al contrasto allo spopolamento e alla promozione delle politiche per l’abitare: tutte azioni necessarie per la sopravvivenza e lo sviluppo del territorio».

L’ultima questione investe il piano ambientale, specificatamente i rifiuti, per «un’assunzione di responsabilità da parte delle forze civiche e politiche rappresentate in Consiglio provinciale a dichiarare strategico l’impianto del Maserot e a ritenere fondamentale, per lo sviluppo del territorio, la realizzazione di un ciclo integrato dei rifiuti che comprenda raccolta e smaltimento, la cui governance deve rimanere pubblica e riconducibile agli enti locali presenti nella provincia bellunese».

Come finirà?