Pansatyrikon – 28 marzo 2025
Papé Zaià, Papé Zaià aleppe - Il Doge vestito di bianco
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Che in conclave il Veneto conti più della Germania non può che essere merito di una sola persona: Luca Zaia. Quattro cardinali: Parolin, Zenari, Baggio, Gugerotti. Un altro grande traguardo del djDoge. Peccato non ci sia anche il suo in questa rosa di nomi, ora che non potrà più essere rieletto “Governatore” della Regione Veneto. Ma qui lo invitiamo forzare l’extra omnes e salire al soglio pontificio, altrimenti che farà?
Già, perché il terzo (che per lui sarebbe il quarto) mandato è sfumato, e dopo quindici anni è definitivamente ora di schiodarsi dalla poltrona anche per lui.
Che cosa resta? Macerie raccontate benissimo.
Se c’è una cosa riuscita a Zaia è stata la narrazione. Il Veneto felix non esiste, ma ce lo stiamo cantando da anni. E lo facciamo così bene che abbiamo perfino convinto gli altri, così ora ce lo raccontano pure loro. Poi però, dalla finzione si passa alla realtà.
La madre delle battaglie perse si chiama autonomia, finita in quel surrogato diafano di riforma a cui neanche la Lega sembra crederci veramente. “Veneto free tax”? Niente da fare: nel 2024 aumenta l’Irap per le aziende. Per pagare cosa? La Pedemontana.
L’autozaia è un fallimento: in 39 anni la Regione pagherà al concessionario 300 milioni l’anno, per un totale di 12 miliardi. L’autozaia è comodissima, per chi la deve fare due volte l’anno, e quindi poco importa di pagare qualcosa in più. Peccato che così il traffico scarseggi, per usare un eufemismo: come riporta un articolo di Giuseppe Pietrobelli, nel 2024 in 9 mesi il “buco” pubblico è stato di 47 milioni.
La salute di 350mila veneti, tra Vicenza Verona e Padova, è a rischio per le acque inquinate da Pfas.
Anche l’ambiente veneto ringrazia: maglia nera per consumo di suolo, davanti anche alla Lombardia, con una percentuale di occupazione dell’11,8 e 891 ettari in più nel 2023.
Le colline del prosecco non se la passano meglio: record di pesticidi in Veneto, 16 milioni di kg nel 2023, 3,3 kg per abitante. Patrimonio dell’Unesco.
IN AULA ASSENTE…
Al governo 15 anni, ma sui grandi temi non c’è mai. Le tangenti nello scandalo Mose non lo toccano, eppure era vice di Galan. Vanoi: si no ni, dicano i tecnici. Pista da bob? Fondi di confine, se non si accorgono. Insomma non c’è mai, del resto come in Consiglio Regionale: 12 volte presente su 158 convocazioni. Un tasso di assenteismo del 92,9%, del 99,7 se si considerano le votazioni (16 su 6359).
Il Governatore dei Veneti ha provato fino all’ultimo a rimanere ancorato alla sua (inutilizzata) poltrona, aggrappandosi perfino ad un comunista meridional-meridionalista come De Luca.
Nulla, allora perché non chiedere al Consiglio di Stato di votare 9 mesi dopo?
Dolce attesa di un addio.
In crisi su cosa fare da grande, a Luca non resta che litigare con Luca, quello dei Fratelli veneti d’Italia, che lo ha superato alle ultime politiche. Un periodaccio.
…IN SAGRA PRESENTE!
Ma il Governatore dimentica cosa ha fatto di più e meglio in questi quindici anni: l’amico che ti accompagna alle sagre. Folpi, castègne, sciòs, birra, cavài e tutto il resto. Ad ogni sagra, un selfie e una pacca sulla spalla dalla Regione Veneto.
Quando tornate alle sagre, la sera, date una pacca ai vostri amici, e ditegli: questa è la pacca di Zaia.
Programma-sagre realizzato con lode e pacca accademica, da buon vecchio pr-dj di Godega di Sant’Urbano. Facile quindi la soluzione.
Ogni giorno è per un santo,
per ogni santo c’è una sagra.
Sua Sanità, segua la vocazione.
